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Mario Bettinelli –



 

Treviglio 1880-Milano 1935: sono l’alfa e l’omega della vita di Mario Bettinelli, che ha comunque legato il proprio nome a Brescia, dove dal 1896 ha frequentato la scuola Moretto, meritevole di menzione onorevole nel corso di figura. Nella medesima scuola si distingue nel 1902, tanto che i suoi dipinti, Pensieroso e Vecchio, sono acquistati da importanti collezionisti. Le affermazioni scolastiche, che fanno dire Bettinelli degno allievo di Cesare Bertolotti, negli anni si ripetono ancora: premiato con medaglia d’argento nel 1904, elogiato in occasione dell’Esposizione bresciana… Alfine il volo verso Milano, dove con Andreoli e Bertolotti è scelto dalla Mostra nazionale di Belle arti, dove espone pastelli e oli dedicati a Mia madre, Mio padre, Autunno e Ritorno. La presenza bresciana si rinnova con la partecipazione alle mostre della Società per l’Arte in famiglia, e con amici conterranei partecipa alle rassegne di Cremona, Bergamo, Milano… finché, nel 1912, è la X Biennale di Venezia a selezionare Autoritratto e Creature del male.
La prima “sortita” nella veste di caricaturista avviene nel 1913 a Bergamo in occasione della Mostra umoristica nazionale. Il pittore, che si è espresso prevalentemente con dipinti ad olio proposti a collettive o riuniti nelle personali ospitate da prestigiose sale di esposizione -come la Galleria Pesaro (1913), la Galleria Campana (1927), la Galleria Salvetti (Bergamo 1930), fino all’ultima nella Galleria Gavioli di Milano nel 1951 -, si conferma “penetrante paesista dai toni sommessi e capace di esprimere una sensazione di bellezza libera e vasta”.
Ad attestare la considerazione acquisita in ambito artistico e culturale rimangono i ritratti di Arturo Toscanini, Ricordi, Zola, ai quali sono dedicate pure caricature, per la qual cosa era notissimo in Milano. Alle parole di elogio espresse da noti scrittori d’arte, passati più lustri mancava il confermante apporto delle opere, sparse ormai in collezioni pubbliche e private e non facilmente disponibili.
Merito di Italo Sigalini aver riunito congruo numero di tele e averle presentate nella Galleria Bistro, affacciata su piazza della Loggia, negli anni Ottanta. Della Mostra antologica di Mario Giuseppe Paolo Bettinelli 1880-1953 rimane pure un elegante catalogo nel quale, accanto ai paesaggi montani e lacustri, si susseguono figure femminili in vari atteggiamenti e alcune nature morte: soggetti tutti indicativi delle capacità interpretative dell’artista.
Ancor più lunga l’attesa per riconoscere la vena caricaturale di Bettinelli. Alla lacuna ha rimediato la paziente ricerca di Aurelio Gatti, che nelle sale dell’Arsenale di Iseo nel 2005 ha proposto la rassegna Pennini graffianti. Caricature e satire nel bresciano tra ’800 e
’900. Tra le numerose sorprese offerte dall’antologia, che ha restituito a Brescia memoria di non pochi pittori cimentatisi anche nel campo umoristico, ecco emergere proprio Mario Bettinelli, autore di grandi pannelli
(60×50 cm) in cui sono allineati, fra altri, i volti di Eleonora Duse, Gabriele d’Annunzio, Arturo Toscanini, Ruggero Leoncavallo, Alberto Magnocavallo, che nonostante l’accentuazione caricaturale esprimono appieno la loro emergente personalità.

Clicca sul link per aprire il PDF e leggere testo, con immagini comparative:

[PDF] Il sorriso del pittore



STILE Brescia 2006

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