Home / Mostre imperdibili / Nel segno di Picasso. A Lecco cento incisioni dal periodo blu al dopoguerra
Se vuoi ricevere gratuitamente sulla tua bacheca gli articoli e i saggi di Stile Arte, clicca qui sotto "Mi piace".

11_43

Nel segno di Picasso. A Lecco cento incisioni dal periodo blu al dopoguerra

Il Palazzo delle Paure di Lecco (piazza XX settembre 22) ospita dal 23 marzo al 13 luglio 2014 la mostra Nel segno di Picasso, che presenta 100 incisioni del genio catalano per celebrare i trent’anni di attività della Galleria Bellinzona.

Les deux saltimbanques, 1905, puntasecca, mm 122x91

Les deux saltimbanques, 1905, puntasecca, mm 122×91

La rassegna, promossa dal Comune di Lecco, col patrocinio della Regione Lombardia, propone una serie di capolavori grafici di Pablo Picasso in grado di rivelare la sua evoluzione stilistica, dal cosiddetto periodo blu al dopoguerra.

Buste d’homme, 1905, puntasecca, mm 120x93

Buste d’homme, 1905, puntasecca, mm 120×93

Les pauvres, 1905, acquaforte, mm 236x180

Les pauvres, 1905, acquaforte, mm 236×180

“Per tre decenni la galleria di Oreste Bellinzona – afferma Michele Tavola, Assessore alla Cultura del Comune di Lecco -, nelle sedi di Lecco, Milano e, per un certo periodo, anche di Como, ha dato molto all’arte e ha contribuito alla crescita culturale del territorio, con grande competenza e, soprattutto, con sorprendente originalità. Per questa ragione il Comune di Lecco ha ritenuto doveroso dare vita alla collaborazione che ha portato a realizzare l’importante iniziativa culturale”.

Le repas frugal, 1904, acquaforte, mm 463x377

Le repas frugal, 1904, acquaforte, mm 463×377

Il percorso espositivo si apre con i Saltimbanchi, realizzati tra il 1904 e il 1906, a cavallo tra i periodi blu e rosa che racchiudono in maniera esemplare l’immaginario figurativo del giovane Picasso. È questa una delle serie più importanti e formalmente più eccelse della storia della grafica, tra cui spicca l’acquaforte su zinco Le repas frugal, uno dei massimi vertici di Picasso che raffigura un uomo e una donna seduti a tavola, avvolti in un’atmosfera grigia e irrequieta e che rispecchia il momento di vita disagiata che Picasso stava attraversando.

 Da Vingt poèms de Gòngora, 1948, Femme à la fraise, de profil, acquatinta allo zucchero, acquaforte


Da Vingt poèms de Gòngora, 1948, Femme à la fraise, de profil, acquatinta allo zucchero, acquaforte

Quindi, si passa a Sogno e menzogna di Franco (Sueño y Mentira de Franco), incisioni contemporanee a Guernica, che riflettono il periodo tragico della guerra civile spagnola, in cui l’esercito repubblicano si contrapponeva alle milizie fasciste di Francisco Franco, che Picasso ritrasse come un mostro ripugnante impegnato nelle azioni più disdicevoli.

Da Vingt poèms de Gòngora, 1948, Portrait de Gòngora, d’apres Velazquez, acquatinta allo zucchero

Da Vingt poèms de Gòngora, 1948, Portrait de Gòngora, d’apres Velazquez, acquatinta allo zucchero

La rassegna lecchese, inoltre, metterà a confronto i fogli creati per illustrare le poesie di Luis de Góngora, poeta del siglo de oro spagnolo, con quelli realizzati per la Carmen di Prosper Mérimée.
Il “Gongora” e la Carmen, i due libri illustrati dal maestro catalano con opere grafiche originali, apparsi tra il 1948 e il 1949, difficilmente sembrano riconducibili alla mano dello stesso artista: barocche, materiche e di gusto fortemente pittorico le prime, essenziali, geometriche, quasi astratte le seconde. Il confronto tra i due volumi dimostra con evidenza la libertà mentale e artistica di Picasso, il suo eclettismo e la sua tecnica inarrivabile.

Carmen, planche XX, 1949, bulino

Carmen, planche XX, 1949, bulino

La mostra si concluderà idealmente con la Celestina, la serie di sessantasei lastre, incise all’acquaforte e all’acquatinta apparsa nel 1971, anno in cui Picasso compì novant’anni. In questo caso, Picasso illustra il testo della Tragicomedia de Calisto y Melibea, meglio nota come La Celestina, capolavoro della letteratura spagnola, scritto da Fernando de Rojas nel 1499, concentrandosi sulla figura della mezzana Celestina, sulle sue macchinazioni diaboliche e sui consessi amorosi, con una particolare attenzione, al limite dell’ossessione, per i nudi femminili.

Sueno y mentira de Franco, 1937, 2 acqueforti e acquatinte, mm 317x422

Sueno y mentira de Franco, 1937, 2 acqueforti e acquatinte, mm 317×422

Accompagna l’iniziativa, un catalogo a cura di Paola Gribaudo per la Galleria Bellinzona che riproduce tutte le opere esposte e raccoglie una serie di testimonianze di amici, critici d’arte, giornalisti, collezionisti, professionisti in diversi campi della società civile e un solo artista, Tino Stefanoni, che hanno vissuto in prima persona l’avventura trentennale di Oreste Bellinzona e della sua galleria.

NEL SEGNO DI PICASSO. 100 incisioni dal periodo blu al dopoguerra
Lecco, Palazzo delle Paure (piazza XX settembre, 22)
23 marzo – 13 luglio 2014

Orari:
mercoledì 9 – 13
giovedì, 15.30 – 18.30 e 21.00 – 23.
venerdì, 15.30 – 18.30
sabato e domenica, 10.30 – 18.30
chiuso lunedì e martedì

dal 1 giugno
mercoledì 9.00 – 13.00
giovedì 16.00 – 19.00 e 21.00 – 23.00
venerdì 16.00 – 19.00
sabato e domenica 11.00 – 19.00
chiuso lunedì e martedì

Ingresso libero

Informazioni:
Tel. 0341.481249 – 0341.481247; segreteria.museo@comune.lecco.it; www.museilecco.org

x

Ti potrebbe interessare

F. HAYEZ, I profughi di Parga, 1831, olio su tela, 201 x 290 cm, Brescia, Pinacoteca Tosio Martinengo

Vade retro, Romantico

a manzoni copertina

Marco Manzoni primo premio assoluto al Nocivelli 2016. L’intervista