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Perchè mi sono sposato? Perchè mi sono sposata?

Hayez

 

Non è una domanda grottesca, quella che ci poniamo molto spesso, passati i periodi euforici del nostro amore, quelli caratterizzati da un bombardamento di sostanze endogene che ci fanno sentire volare. E’ quello il periodo di ebbrezza estrema, di perdita del normale orizzonte, di coincidenza tra sogno e realtà,quello che il sociologo Alberoni definisce innamoramento, fase che precede il periodo più stabile e piatto dell’amore. La natura, insomma “ci fa perdere la testa” ed è bellissimo, meraviglioso perderla. Il fine della natura è anteporre ad ogni altro interesse – è per questo che quando si è innamorati ci si può dimenticare di mangiare, si è distratti, non si pensa al lavoro, si valicano regole sociali, non si accettano consigli da amici o familiari ecc – quello dell’unione amorosa, finalizzata alla procreazione. La scelta, in quel momento, non è mai sbagliata. Pertanto non possiamo tormentarci su quello che oggi, a posteriori, saremmo orientati a definire un errore. Quello era il miglior amore possibile; non v’è dubbio. Successivamente la stessa natura, provvede a ridurre progressivamente questo chagalliano volo verso le stelle. Una coppia che dovesse compiere costantemente, nel tempo,  le follie dei primi mesi-anni d’innamoramento, non sarebbe in grado di vivere in una febbre continua e, soprattutto, non potrebbe badare ai figli, al lavoro, alla casa. Una coppia perennemente presa nel fuoco sarebbe estremamente pericolosa per sè e per i propri figli.Le difficoltà, però, nascono nel momento dell'”atterraggio” sul pianeta ordinario. E’ a questo punto il logoramento entra in azione e più è stato travolgente l’innamoramento, più l’ordinarietà può colpire negativamente la coppia. Quindi chiedersi Perchè mi sono sposato? Perchè mi sono sposata? significa riconoscere la grandezza incommensurabile degli esordi del nostro amore.

Esistono persone, che non vogliono mai uscire dalla fase dell’innamoramento poichè esso produce “droghe naturali” che ci danno energia, gioia, felicità. Così continuano a cambiare partner, senza essere in grado di costruire nulla Altre, invece, che per ridurre il possibile dramma della separazione o del divorzio, scelgono la soluzione attenuata della convivenza.
Chi si pone la domanda: perchè mi sono sposata? Perchè mi sono sposato è invece una persona matura che osserva la propria vita sentimentale, tra il momento in cui si “perde la testa” e quando, invece, la realtà non può che sopraffarci.

Ma leggendo quanto scriveremo, trarrete motivo di consolazione e forse qualche aiuto, poichè sono milioni di persone che se lo chiedono ed è possibile uscire da questo interrogativo angustiante, sapendo che esso appartiene alla fisiologia del’unione amorosa e non alla sua patologia. Quindi tutti si pongono, in uno o più momenti della propria vita o incessantemente questa domanda. Sapere che questo è un comportamento diffusissimo, che non risparmia nessuno, ci può aiutare ad evitare l’angoscia di aver compiuto un errore. Ciò che dobbiamo sapere è il fatto che l’uomo e la donna, non fermano la crescita psicologica all’età della post-adolescenza. Mentre il corpo raggiunge le dimensioni adulte e ferma la propria crescita, l’evoluzione psicologica prosegue. La nostra mente cambia, con il tempo; così,se alla coppia non vengono ritagliati momenti esclusivi, il rischio è quello che le due crescite siano discordanti e autonome, prive di punti di contatto Non è infatti un caso che le prime avvisaglie delle crisi profonde avvengano dopo la nascita dei figli. I figli uniranno nel futuro, ma dividono nell’immediato. Nessuno ci spiega quanto sia meraviglioso, ma traumatico, per la coppia, avere un figlio. Nessuno ci avverte che, in quel momento, possiamo iniziare a chiederci perchè ci siamo sposati. Le famiglie pongono troppo i figli al centro dell’attenzione; tutto diviene un culto, un eccesso. Sicchè quando i figli cresceranno e inizieranno a uscire da soli, ci chiederemo sempre più perchè ci siamo sposati. Ci sentiamo soli, anche se siamo in due; non siamo più cresciuti con l’altro. Ma non imputiamoci nessun essore. Ci siamo sposati perchè, in quel momento, era la cosa più bella del mondo. Semmai dobbiamo rapidamente chiederci, il giorno in cui ci poniamo per la prima volta la domanda, cosa abbiamo sbagliato o cosa stiamo sbagliando. E costruire qualcosa di nuovo per la coppia; non tornando indietro per fare ciò che facevamo – non siamo più quelli – ma individuando un nuovo terreno, esclusivo, invalicabile, di felicità condivisa

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