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Piero Tramonta si racconta nella mostra-installazione l’Ultima Caduta


Inaugura giovedì sera 21 novembre alle ore 20,30 la mostra-installazione di Piero Tramonta presso lo SpazioMetroNord della Bcc  Agrobresciano, a Brescia.

L’installazione, che accoglie in due strutture metalliche  24 tele di Piero Tramonta, è supportata da un testo narrativo di Renzo Cominassi, a cui il pittore si ispirato,  sottolineato da musiche originali di  Paolo Malacarne: testo e musica che fanno un tutto unico con l’apparato dell’istallazione.

Arte a tutto tondo dunque, che permette all’osservatore di entrare in profondità nel lavoro dell’artista, per capirne il percorso realizzativo e comprendere il vero significato dell’opera.

PRESENTAZIONE

Artista estroverso nell’approccio umano e nel modo di porsi, Piero Tramonta, però, quasi per contrappasso, nel suo lungo viaggio nei percorso dell’arte, ha sempre cercato di entrare nei gangli dell’introversitas profonda dell’io, il suo io, il nostro io e, ut dicitur per i sentieri freudiani dell’Ego.

Introspezione ed estroflessione di sentimenti, di inconsce ed esplicite paure mentali che nei suoi esordi pittorici hanno ispezionato i sentieri del simbolismo surreale per avventurarsi poi decisamente nei gangli cerebrali dei “ripercorsi della memoria”, come chiamò le sue opere, che lo fecero entrare decisamente nel novero degli artisti bresciani maggiormente innovatori, pur non staccandosi del tutto dalle “tradizioni” delle avanguardie storiche, anche dove il fare pittorico agisce simultaneamente con forme di arte non figurativa, come la poesia e la musica, sfociando nelle modalità delle performances e delle installazioni.

 

Modalità espressive che egli considera, più che in sé, in rapporto ancora con la pittura. Così, in questa mostra-installazione, aggiunge al suo atteggiamento intro-estro… verso (e per inciso seguendo le jeu des mots notasi che Piero è capace di cimentarsi anche con l’ars poetica) in campo pittorico la correlazione con un racconto lungo di Renzo Cominassi, “ultima caduta” la cui “trama” narrativa costituisce l’ordito della tessitura di tele che Piero installa su punte lancinanti di freddo metallo dove il dolore punta in alto con aste ferrose su lucide lastre, e in mezzo si aggirano i contrappunti degli squilli di tromba di Paolo Malacarne.

L’installazione prende corpo con la collocazione di due serie di opere, ognuna di dodici tele di ugual formato, che accordano le parole e le frasi con l’operare del pittore, il quale coglie, nell’insieme testo-musica, prima lo stridere dei sentimenti e del dolore tra i gangli e il serpeggiare lustro dell’intrico metallico dei nodi che si avviluppano e svolgono tra freddezze o vampe cromatiche con sfarfallii di volanti tessere segniche perdendosi ed ac quetandosi nello sfaldarsi del segno in toni leggermente sfumati, con grande varietà di effetti.

 

La seconda serie di opere, è tutta sui toni “bassi”, quasi monocromatici, con un verde autunnale appassito che si muove quasi drappeggiandosi sui fondali della memoria della vicenda umana che si va estinguendo e lascia esili lame e nastri di colore violetto, quasi appunti di vita su di un fondo segnato dalla rassegnazione della vicenda umana che sa di dover approdare all’estinzione. Così la vicenda narrata in parole, di un male che nel calvario della sua vicenda fa cadere più volte il protagonista della narrazione fino all’ultima ed estrema finale caduta, viene raccolta dal pittore accordandosi e acquetandosi in tono di rassegnati colori e forme e che, in buona misura, sono una “novità” di un percorso pittorico, che nella sua varietà e variegazione, sempre attinge a nuove mete esplorative nel campo dell’eplorazione delle interiori vicende umane e del loro estrinsecarsi in forme e colori. Un’ulteriore tappa, quindi. nell’esplorazione umana e nel procedere artistico.

ALBERTO ZAINA Novembre 2013

La mostra installazione di Piero Tramonta viene presentata:

dal 21 novembre al 1 dicembre
2013 a Brescia
Via Triumplina 237

dall’ 11 gennaio al 2 febbraio 2014 ad adro
nel Palazzo comunale Bargnani-dandolo

dal 25 al 28 maggio 2014 a Bienno
nella “Biennale del Ferro”

 

 

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