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Tag Archivi: vincent van gogh

De Robertis combatte per Van Gogh e fa irruzione nel museo: “Dovete dire la verità”

Estate calda per i compassati dirigenti del museo Van Gogh, in Olanda. Antonio De Robertis - studioso del grande pittore - e il suo collaboratore, Emanuele Della Bella, hanno fatto irruzione nella sala a piano terra del museo Van Gogh di Amsterdam, destinata agli autoritratti, dispiegando uno striscione di 1 metro per 3 e lanciando volantini, per protestare perché i responsabili del museo non accoglievano la richiesta fatta da almeno due anni, di riconoscere come autentica l’unica foto esistente al mondo di Van Gogh da adulto all’età di 34 anni, scoperta da De Robertis negli archivi dell’Institut National d’Histoire de l’Art di Parigi nel luglio 2014

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La famiglia di Vincent Van Gogh: lui, i genitori, i fratelli, la casa natale (1a puntata)

La famiglia di Van Gogh proviene dalla buona borghesia professionale olandese. E già segnalata nel Cinquecento e, nei secoli successivi, nei vari rami si distinguono, in particolar modo pastori protestanti, professionisti, intellettuali e persino uno scultore. Ma se dovessimo individuare la professione più ricorrente è quella legata alla cura delle anime. Ecco, sopra, la fotografia della casa in cui nacque Vincent Willem van Gogh il 30 Marzo 1853. Guardate la carrozza, che issa una bandiera, durante una celebrazione civile. La stanza in cui il piccolo van Gogh viene alla luce è proprio quella sotto la bandiera.

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Le mille opere disperse di Vincent Van Gogh. Cercatele! Come? Nell’articolo

La lettura e l'analisi di tutte le lettere che Vincent inviò al fratello Theo Van Gogh consentono di conoscere l'esistenza di quadri e disegni del grande maestro che sono andati perduti. Non solo per cataclismi, come la guerra, ma per la superficialità con la quale le opere di Van Gogh furono valutate dai contemporanei, incapaci di comprendere la grandezza del pittore. Ma i dipinti furono gettati? Tutti, è impossibile. Così è lecito supporre che qualche inedito possa tornare alla luce. La ricostruzione dei materiali perduti

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La fotografia insidiò la pittura? Per Van Gogh e i grandi fu un colloquio costruttivo

Vincent Van Gogh, come altri pittori dell'epoca, fece uso, in alcuni casi, della fotografia per il proprio lavoro. La diffusione della riproduzione ottico-chimica della realtà aveva certamente cambiato anche la pittura e la sua avanzata inesorabile, inizialmente, fu un evento traumatico per il mondo dell'arte, che dovette prendere atto delle nuove acquisizioni tecnologiche per intraprendere strade nuove nel campo della rappresentazione. L'atto artistico non doveva più colmare le lacune lasciate dalla mancanza di immagini oggettive. Poichè l'oggettività, pur fredda, nel rilievo del reale era affidato alla macchina fotografica

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Trionfo per Loving Vincent, cartone animato dipinto su tela dedicato a Van Gogh. Il video

125 artisti hanno elaborato le opere del pittore olandese, traendone nuovi "fotogrammi dipinti" con pittura ad olio. Le scene sono state girate, inizialmente, utilizzando attori in carne ed ossa; poi le varie sequenze sono state dipinte su tela in circa 65mila immagini che sono andate a comporre il film, diretto dalla pittrice e regista Dorota Kobiela e da Hugh Welchman (premio Oscar nel 2008 per la produzione di Pierino e il lupo). Presentato in concorso al festival di Annecy (giugno 2017) Loving Vincent - 94 minuti di durata - è stato acclamato dal pubblico con una trionfale standing ovation. La trama unisce finzione e realtà storica. Dialoghi e tracciati narrativi principali sono presi dalle lettere di Vincent al fratello Theo, ai familiari, agli amici, ma soprattutto dai quadri stessi, intesi come osservazione-confessione. Del resto Van Gogh avvertì in modo prepotente - e i ricorrenti autoritratti ne sono l'esempio più evidente - la necessità di narrare se stesso. "Van Gogh stava raccontando la sua vita attraverso i suoi dipinti. E 'stato sufficiente per collegare le opere di questo periodo per un progetto di "storyboard", a cui ci associamo poi le sue lettere" dice Dorota Kobiela

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Van Gogh, il sesso e le donne. Scandalo in famiglia, amava la cugina Kee (2a puntata)

Vincent inizia ad osservarla. Si accorge che sua cugina gli piace. Ha il desiderio di proteggerla, di risarcirla per quanto il destino le aveva tolto. C'era in lui un sentimento di protezione e, al tempo stesso, una forte attrazione fisica e sentimentale. Giunge così a dichiararsi, probabilmente con una certa brutaltà. Kee è ancora innamorata del marito che non c'è più e non penserebbe a sostituirlo. La giovane donna, spaventata, lascia lo stesso giorno la casa degli zii. Ma cos'è avvenuto? Vincent ha cercato di baciarla? L'ha aggredita?

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Mio cognato Van Gogh – Le testimonianze della moglie di Theo

L’argomento più doloroso, quello della follia, con le sue infauste implicazioni, viene relegato ai margini di un racconto che si concentra invece sul delicato ritratto di una vicenda di intensi rapporti umani, di cui l’arte rappresenta il culmine. L’intento palese di Johanna è stato quello di assumere la difesa di Vincent, quell’“eccentrico”, che in vita dovette sempre lottare con l’incapacità di comunicare col mondo, e che riuscì a farlo, a modo suo, solo attraverso intense pennellate di colore

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