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Vita scandalosa e grandi opere di Leonor Fini, pittrice surrealista

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Nata da padre argentino e da madre italiana, Leonor Fini (30 agosto, 1908, Buenos Aires -1 8 gennaio 1996, Parigi) è stata una grande artista surrealista, legata in particolar modo a elementi onirici femminili, con opere che segnarono gli ostacoli e la progressione irrefrenabile della donna, in ogni campo. Ebbe un’infanzia molto difficile.
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Quando Leonor aveva un anno, la madre lasciò il marito in Argentina e, prendendo con sè la bambina, si traferì nella propria casa d’origine, a Trieste. Per evitare che Leanor fosse fatta rapire, la mamma la vestì per diversi anni da maschio. Malinconica e sensibile, Leanor cercò compensazione nella pittura. A 17 anni era a Milano, come ritrattista. Successivamente si trasferì a Parigi – era il 1931-1932 – per poter contare sulla possibilità di vivere di pittura, sviluppando il proprio linguaggio in libertà, nella città che, a quei tempi, era la capitale mondiale dell’arte. Lì, conobbe, tra gli altri, Paul Eluard, Max Ernst, Georges Bataille, Henri Cartier-Bresson, Picasso, André Pieyre de Mandiargues, e Salvador Dalí. Viaggiò in Europa in auto con de Mandiargues e Cartier-Bresson. Nel corso di questo viaggio venne fotografata nuda in una piscina da parte di Cartier-Bresson -quell’immagine sarebbe stata venduta per 305.000 dollari nel 2007 -.

Ha dipinto ritratti di Jean Genet, Anna Magnani, Jacques Audiberti, Alida Valli, Schlumberger e Suzanne Flon così come di molte altre celebrità e ricchi visitatori di Parigi. Ha disegnato il flacone “Shocking”, costumi e le decorazioni per il teatro, il balletto e l’opera, nonchè costumi per film.

Una volta ha detto: “Una donna dovrebbe vivere con due uomini. Uno l’amante e l’altro più di un amico”. Stanislao Lepri, diplomatico italiano, lasciò per lei la carriera. Circa cinque anni dopo Constantin Jelenski, uno scrittore polacco, si unì a loro.

Nel 1970, ha scritto tre romanzi, Rogomelec, Moumour, Contes pour enfants velu e Oneiropompe. Fu anche un’ottima illustratrice. Le sue più note grafiche furono quelle redatte per Histoire d’O.

E ‘stato detto di lei che fu l’unico artista a dipingere “le donne senza scuse” nè reticenze. Molti dei suoi dipinti presentano donne forti, belle (in molti casi simili a lei stessa) in situazioni cerimoniali o provocatorie. Gli uomini sono spesso descritti come figure flessuose che si trovano sotto la protezione delle femmine. La Sfinge e i gatti giocano parti principali nei suoi quadri, così come il tema del ‘doppio’. Viveva con molti gatti; fino ad un totale di 23 contemporaneamente.

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