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Una notte nel bosco. Quando diavoli, caproni, donne e uomini facevano l’amore. Le opere di Gouty. Video

Il folklore o le allucinazioni entrarono nelle aule giudiziarie e, anche a quell'epoca, il fine non era tanto capire l'origine di un fenomeno quanto arrivare a una condanna. Questo comportamento andrebbe valutato ai fini antropologici, soprattutto nell'ambito della persistenza di suggestione degli indizi in un una società di processi sommari televisivi, basati su suggestioni, dalle quali, non sempre, la magistratura pare immune. Streghe e stregoni, nel 1518, nel corso della più ampia e reale "crociata giudiziaria" anti-stregonesca confessarono, sia sotto tortura che de plano - cioè senza l'uso di strumento di induzione alla confessione stessa - di aver partecipato ad incontri notturni, durante le quattro tempora. Non è improbabile che parte delle deposizioni fossero estorte, altre venissero rese per ottenere la liberazione o uno sconto di pena. Ma probabilmente una piccola parte di verità esisteva negli incontri del giovedì - probabilmente persistenze di consuetudini pagane - quando uomini e donne - non tutti, certo - raggiungevano località appartate, per consumare una cena cotta al fuoco e fare l'amore liberamente, anche con scambi di coppie. Nei disegni e nei dipinti di Jérémy Gouty (2014/2017) vengono ricostruite scene fantastiche, oniriche ed erotiche legate sia al materiale folklorico che alle antiche deposizioni giudiziarie

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Fai clic. Lente magica per ingrandire. Notte, lampi, tuoni, energia elettrica. Russolo, divisionista-futurista

Pochi dipinti, nell'ambito della figurazione più attenta ai canoni tradizionali del paesaggio, sono così spaventosamente carichi di energia, come Lampi (1910) di Luigi Russolo, pittore e importante musicista del futurismo. Il divisionismo, che nasce come derivazione impressionista, moltiplica gli esiti delle presenze di energie occulte nei dipinti. Già Monet tenne conto delle vibrazioni stenografiche e telegrafiche, nei suoi dipinti; Munch si sentì attraversato dalle onde radio che parevano modificare la realtà circostante. La modernità si faceva spazio, raggiungendo il trionfo con il Fututismo. Il divisionismo - al quale questo importante quadro di transizione appartiene, nonostante il soggetto sia già, tematicamente futurista  - è in grado, attraverso punti e minuscole scintille di luce colore di suggerire le energie nascoste, che esplodono, durante il temporale. Ingrandiamo questo quadro, fino a vederne la più piccola pennellata

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Piccoli capolavori incisi sul “gratta e vinci”. Il materiale e la tecnica di esecuzione. Il video

La tecnica è coincidente a quella del grattage, ma mentre, generalmente, il fondo e il supporto erano preparato dagli artisti, oggi, poichè è chiesta visivamente la massima pulizia e compattezza dell'opera, si lavora su supporti di tipo industriale. Il disegno si ottiene con una sorta di pennino o con un lama adatta alla lavorazione stessa. Rimuovendo lo strato superiore - nero - si ottiene il bianco sottostante. Se la rimozione del materiale attraverso il graffio è meno netta si ottengono ciò che appariranno come grigi

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“Titus amatissimo”, “Adorato papà”. L’amore in casa Rembrandt e la triste fine della famiglia

Rembrandt coltivò le gioie della famiglia, con sentimenti intensi, di amore e di orgoglio nei confronti della moglie - amatissima, prematuramente scomparsa - e del figlio Titus. Il legame tra i due - anche il figlio avrebbe fatto peraltro il pittore - fu alimentato da attenzioni costanti e reciproche, testimoniate anche dai numerosi ritratti che il padre dedicò al ragazzo. E oggi ne osserveremo uno - con la possibilità di compiere un notevole ingrandimento - che coglie Titus concentrato, a circa 14 anni, mentre fa i compiti su un alto banco. La scena familiare è colta con grande capacità introspettiva da Rembrandt, che riesce a far vibrare i pensieri del ragazzo, davanti ai nostri occhi.  Titus van Rijn (Amsterdam, 22 settembre 1641 – Amsterdam, 1669) era rimasto orfano di madre, da piccolo, perchè  Saskia - anch'ella oggetto di ritratti ricchi di amore e ammirazione -  s'ammalo, mettendolo alla luce, e morì poco dopo

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Cento giardini francesi che fanno sognare. Le soluzioni, le idee. Il video delle immagini

Il giardino non è soltanto una cornucopia distesa, né un semplice piacere cromatico dell'occhio. Esso lascia intendere che quello è un luogo di pace. Non crescono giardini, oggi, in Siria; e nemmeno nelle periferie delle megalopoli americane.Il giardino segna la pace. E pertanto la certezza del fatto che la vita in quel luogo può prosperare, senza che nessuno la recida

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Alicja Brodowicz. Paure, terrori, incubi e sogni delle bambine e delle ragazzine. Il video delle fotografie

Alicja Brodowicz, nata a Cracovia, in Polonia, opera sopratutto nella Repubblica ceca, portando con sé antiche suggestioni legate al Paese d'origine. La fotografa esplora qui, con particolare intensità e poesia, l'universo mentale di se stessa bambina, offrendo una serie di immagini che appartengono al vissuto psichico di tante ragazzine. Come spiegare questi terrori che Brodowicz rende così acutamente? E quanto questi incubi sono strutturalmente indispensabili alla creazione di un equilibrio, in direzione della vita? Le immagini della fotografa polacca sono da osservare con particolare attenzione: splendidi lacerti di coscienza e simboli da decodificare

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Meravigliose avventure. Il viaggio nell’arte e nella cultura tra 1400 e 1800. Perchè viaggiavamo?

A partire dalla seconda metà del secolo XV gli scambi culturali ed economici tra i paesi europei e l’Impero Ottomano diventarono sempre più intensi. Mentre pittori e incisori italiani furono chiamati a corte dal sultano Maometto II per realizzare ritratti e opere d’arte di varia natura, mercanti e ambasciatori frequentarono Costantinopoli allo scopo di instaurare nuovi rapporti economici e diplomatici o per consolidare relazioni già esistenti con i conquistatori turchi. Le informazioni che questi viaggiatori fornirono attraverso libri di viaggio spesso illustrati circolarono rapidamente in Europa, diventando fonti documentarie importanti per conoscere la cultura e la vita quotidiana di quei luoghi e facendo anche scoprire capolavori archeologici come Palmira o il castello di Aleppo

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2012-2018, le linee dell’architettura altoatesina. Meglio il local o il glocal? Le immagini

Dopo le prime due edizioni (2006 e 2012) è proposto un terzo inventario dei progetti che documentano l’orizzonte architettonico che si è sviluppato in Alto Adige nel periodo di sei anni, selezionati da una giuria internazionale composta da Roman Hollenstein, critico di architettura ed ex redattore della Neue Zuercher Zeitung, Marco Mulazzani, storico dell'architettura all’università di Ferrara e redattore di Casabella, e l’architetto viennese Marta Schreieck dello studio Henke Schreieck Architetti

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