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Coppia di tacchini bresciani vola su Parigi. Le opere attribuite a Giorgio Duranti abate, pittore-mecenate

Il legame con la passione per la caccia da parte della nobiltà bresciana è evidente. Duranti unì l'osservazione scientifica degli animali - anche quelli da cortile - con la ricerca di un rapporto tra staticità e movimento. Molto spesso i volatili assumono una violenza estrema, su fondale tempestosi e corruschi, nella quale pare di leggere quella determinazione oscura, dalla quale trae forza travolgente lo stesso sentimento bellicoso dell'umanità. Abate, conte e cavaliere, Giorgio Duranti aveva studiato scienze e musica. Era conosciuto come eccellente suonatore di violoncello. Vendette buona parte delle proprie opere pittoriche per finanziare la realizzazione della chiesa parrocchiale di Palazzolo. Anche suo fratello Faustino (1606-1766) era pittore

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Verlaine e Rimbaud al Pantheon come simboli dell’amore gay esemplare? Ma fu una storia di violenze

LE ASSURDITA' DEL POLITICAMENTE CORRETTO - Ciò che appare incongruente è la modalità di lettura simbolica del progetto che sarebbe una celebrazione di grande amore gay, che troverebbe compimento eterno in una sepoltura appaiata. Un amore, però - se è stato amore - finito a colpi di pistola. Il ministro della Cultura Roselyne Bachelot ha appoggiato, come scrive Le Figaro, una petizione a favore dell'ingresso di Arthur Rimbaud e Paul Verlaine nel Pantheon, presentata al presidente Emmanuel Macron. "Il fatto di portare questi due poeti innamorati, sì, insieme, al Pantheon avrebbe uno scopo non solo storico o letterario, ma profondamente attuale", ha argomentato entusiasta il ministro a Le Point

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Scava, scava ancora. Una galleria romana – criptoportico – emerge perfetta a Volterra. Con alcune monete

Si prospettano operazioni di georadar per osservare la conformazione dell'antico anfiteatro di Volterra che, nella ore scorse - oltre ad alcune monete imperiali romane - ha offerto l'individuazione dell'accesso e l'apertura del criptoportico, la parte inferiore della struttura dedicata ai giochi circensi, ai tempi dei nostri antenati romani percorsa dal pubblico per giungere ai posti a sedere. Pur essendo restato per due millenni sotto 17 metri di terra la struttura di base appare perfetta, senza cedimenti. Nei primi giorni di settembre del 2020 gli archeologi e i collaboratori tecnici hanno prima posto in luce l'arco di accesso, poi ampliato la bocca del camminamento che era ostruito, a livello di imbocco. da materiali di colluvio, cioè terra portata dalle piogge, nei secoli

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Le leggi si adeguano al concetto Pop. E’ possibile citare, copiare o mutare opere altrui? Il saggio del giurista

Anche il dictum del Tribunale di Torino si arresta sui medesimi principi: “Un'opera dell'ingegno riceve protezione a condizione che sia riscontrabile in essa un atto creativo, seppur minimo, suscettibile di manifestazione nel mondo esteriore: di conseguenza, la creatività non può essere esclusa soltanto perché l'opera consiste in idee ricomprese nel patrimonio intellettuale di una pluralità di soggetti. Il concetto giuridico di creatività, quindi, deve essere riferito non al contenuto esposto, ma alla forma interna ed esterna della esposizione e, di conseguenza, anche ciò che è già di dominio pubblico può costituire oggetto di un'opera tutelabile con il diritto d'autore quando essa sia espressa in una forma che rechi, in qualsiasi modo, l'impronta di elaborazione personale dell'autore”.

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Nuovi segreti dalla storia d’amore tra Manet e la cognata-collega Berthe Morisot. La vicenda e le novità

Nuovi elementi fondamentali emergono da uno studio di Bernardelli Curuz al quale Stile arte ha chiesto di produrre un saggio - tutto basato sulla rilettura di tutti i documenti e dei dipinti - che potesse offrire, in ogni dettaglio, la vicenda sentimentale che unì il pittore Edouard Manet alla giovane collega Berthe Morisot. L'autore si è mosso azzerando ogni pregiudizio ed ogni verità storica convenzionale, ripartendo da zero e mettendo in linea date, ore e moventi, come può essere costruita un'inchiesta. Un'inchiesta rispettosa dei protagonisti e senza condanne, che promuove la ricerca - totalmente inedita, nelle modalità - di un quadro che sta al di là di ogni facile insinuazione. Cosa accadde tra Berthe Morisot ed Edouard Monet? Ecco un racconto-verità, dolce e struggente, da leggere in queste ore estive, come si potrebbe leggere un racconto d'amore

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L’arte riparte a Bologna nei giardini di luce di Monet. Luce e vento nella pittura dell’Impressionismo

57 capolavori di Monet e dei maggiori esponenti dell’Impressionismo francese provenienti dal Musée Marmottan Monet di Parigi. Una mostra dal carattere eccezionale, in anteprima assoluta, con opere che lasciano il museo parigino per la prima volta dalla sua fondazione, avvenuta nel 1934. L'ultimo dipinto di Monet, realizzato prima della morte, in uno sforzo titanico verso la bellezza

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Brescia, la provincia dei tesori. Risolvi qui gli intriganti enigmi e scopri il tesoro dei Magnifici 7

Un'iniziativa di VisitBrescia - Brescia Tourism. Sette personaggi svelano le chiavi segrete di una straordinaria provincia. Dal maestro pasticcere Iginio Massari ad Andrea Cassarà, dal Direttore della prestigiosa rivista National Geographic Italia Marco Cattaneo per citarne alcuni, che loro per primi scopriranno viaggiando e giocando con gli indovinelli che nascondono le preziose mete

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Modigliani da bere. Commerci, studi, smerci, liquori, film e polemiche artistiche al mercato dell’Est

Modigliani era assolutamente ebreo e che sia stato e continui ad essere una sorta di predestinato agnello sacrificale buono per ogni occasione pochi dubbi. Metaforicamente e non solo venduto e comprato in una sorta di irreale grand bazar iniziato durante il suo funerale e che ancora oggi si perpetua per la gioia di grandi, piccini, furbi di tre cotte e coglioni per cui non esiste medicina. “…Artisticamente egli aveva ormai trovata la sua via; messa da parte la scultura, che gli era stata molto utile, si era rimesso a dipingere, e a Montparnasse, dove la Rotonde diveniva sempre più il caffè degli artisti, aveva anche degli imitatori.” scriveva Gino Severini. Imitatori che iniziarono a creare grossi problemi allo studio dell'autore

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