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17 corpi di antichi romani decapitati e sepolti con la testa ai piedi. Si scava nel mistero di Somersham

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Un giallo. Un tema per giallisti viene dalla storia antica. 17 corpi a cui fu tagliata la testa, che vennero sepolti nel terreno – e non cremati o gettati sul rogo o sepolti frettolosamente o abbandonati- – con grande accuratezza, ma con un segno incongruente. Le teste spiccate, anzichè essere composte e collocate sul collo, durante l’inumazione vennero messe ai piedi delle vittime. Perchè l’accuratezza della sepoltura non cancellò – almeno a livello simbolico – l’atto violento di cui quelle persone furono vittime? La scoperta macabra è avvenuta nella Regione di Cambdridge, durante lo scavo di tre complessi funerari situati ai margini dei resti di una fattoria romana. Gli archeologi britannici hanno portato alla luce, in quel luogo, 52 antiche sepolture, tra le quali sono stati individuati gli scheletri decapitati, i loro teschi deposti ai piedi di resti sepolti nel terreno. Una di questi questi defunti era una donna, probabilmente anziana, che fu torturata, prima di ricevere il colpo finale. Le tombe dei decapitati non erano collocate in un luogo esterno rispetto alla piccola necropoli della fattoria. Pertanto le sepolture avvennero in cimitero dell’epoca e non in fosse scavate in aperta campagna. Ma il numero dei decapitati è completamente abnorme rispetto alla scala statistica. Si tratta – dicono gli studiosi – del 33% dei decessi individuati nel sito. Più di dieci volte rispetto alla media delle decapitazioni riscontrate nelle necropoli romane della Gran Bretagna. Altre 13 tombe di persone non decapitate, trovate accanto, ospitavano poi il defunto sepolto bocconi, a faccia in giù, posizione insolita, forse associata a una forma di condanna. Cosa era successo a Somersham nel terzo secolo dopo Cristo? E’ evidente il fatto che le esecuzioni ebbero anche un aspetto rituale e simbolico. Qualcuno ha ipotizzato che fossero sacrifici umani, legati a una religione occulta. Ma le tracce non porterebbero in direzione di druidi violenti. Rapina? Assalto alla fattoria? In quel caso le sepolture non avrebbero seguito un rituale abnorme, quello di collocare la testa delle vittime ai piedi delle stesse.

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Une delle teste decollate trovate durante gli scavi archeologici di Somersham. Dave Webb/Cambridge Archaeological Unit

La fattoria romana di Somersham venne fondata nel I secolo d.C, in un punto precedentemente occupato da un insediamento agricolo dell’età del ferro e venne abitata almeno fino al III-IV secolo. Secondo la ricostruzione compiuta dagli archeologi l’insediamento poteva far parte della rete di rifornimento dell’esercito romano, tra cui vi erano anche Camp Ground e Langdale Hale. Oggi il villaggio ha poco meno di 5mila abitanti. La zona è tradizionalmente legata all’agricoltura e all’allevamento di bestiame. Nel Medioevo costituiva una notevole risorsa anche il fiume che attraversa il territorio – molto pescoso – e che offriva almeno tre punti di facile prelievo del pesce. Da ciò si può dedurre che la fattoria fosse in grado di offrire cereali, formaggi, carne – anche conservata – e pesce. La parte centrale della fattoria romana – a livello di resti – venne distrutta durante lavori avvenuti negli anni sessanta, ma restarono i punti cimiteriali probabilmente perchè gli interventi edilizi vennero bloccati per la presenza di scheletri.

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Una delle tombe romane di Somersham. Dave Webb/Cambridge Archaeological Unit

Lo strano caso delle tombe di Somersham è stato oggetto di uno studio pubblicato nel numero di maggio 2021 della rivista scientifica Britannia. Il saggio è stato redatto dagli archeologi dell’Università di Cambridge che avevano scoperto il sito. I ricercatori hanno escluso l’ipotesi che gli omicidi fossero legati all’esecuzione capitale di schiavi – che venivano puniti in altro modo, crocifissi e bolliti vivi se necessario, ma la cui umiliazione non avrebbe avuto senso – così come è stata esclusa l’ipotesi di una strage o di una rissa finita nel sangue, poiché a parte la persona torturata, non è stata rilevata alcuna traccia di lesioni recenti legate a uno scontro con armi da taglio. Nel caso di uno scontro armato con molte vittime, non si sarebbe prestata attenzione alle sepolture e, soprattutto, non sarebbe stata assunta la decisione di mettere le teste tagliate sotto i piedi del defunto o a seppellire le altre persone a pancia in giù. Tutti questi indizi porterebbero a pensare a una terribile punizione esemplare di persone che probabilmente appartenevano a famiglie collegate e che potrebbero aver avuto un ruolo sociale non trascurabile. Erano i gestori della fattoria? Avevano ricevuto un appalto da parte dell’esercito romano e furono giustiziati per intelligenza con il nemico o per sottrazione indebita? Le sepolture fanno pensare a un’esecuzione legata a un atto di “giustizia”, forse compiuto da militari romani che, come in una decimazione nazista, avessero imposto ai familiari delle vittime stesse, lo scavo delle tombe, consentendo ai superstiti di compiere un atto di pietà – l’ordinata sepoltura . ma pure obbligando i superstiti stessi a conservare l’umiliazione nei confronti del defunto. Il rituale terribile sembra portare alla pista di Stato. Morti che avrebbero dovuto parlare, terribilmente ai familiari o ai compagni che erano rimasti vivi e che, probabilmente, si pensava che potessero proseguire nella conduzione del fondo.
Così la decapitazione giudiziaria resta la pista principale. “L’aumento delle decapitazioni in Gran Bretagna coincide con la crescente severità del diritto romano”, spiegano i ricercatori. Il numero dei delitti punibili con la pena di morte è più che raddoppiato nel III secolo e quadruplicato nel IV secolo”. Anche la situazione politica era molto delicata e complessa, in quel periodo.
Sempre orribile, la storia dell’umanità. E l’incapacità di guardare avanti, in un modo diverso-

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