Archivi giornalieri: 24 gennaio 2018

Picnic di Fabio Mauri: guerra e rancio nella galleria d’arte. E un film di guerra proiettato su corpi nudi. Il video

"Come in un unico lungo fotogramma preso da un film di guerra - scrive Dora Aceto - due ragazze, adombrate dalla presenza di un giovane soldato, un ‘marmittone’, distribuiscono ai presenti un brodo caldo, confortevole (o una pasta e fagioli). Sul dorso di una giovane donna viene mostrato il film “La ballata di un soldato” del russo Grigorji Chukhraj. Mauri espone qui molte opere nuove sul tema della guerra e della pace come involontaria attesa, utilizzando reperti originali o di uso comune del periodo bellico. Un’attesa di qualcosa di vitale, non triste, ma che non riesce a evitare la violenza crudele e irriguardosa del conflitto"

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Gustav Klimt – Sul lago di Garda dipinse Malcesine appiattendo il paese con il cannocchiale

L'artista soggiornò, nel 1913, a Tremosine, paese dell'Alto Garda. Dipinse dal porto il centro della riva opposta, utilizzando il cannocchiale non solo per avvicinare l'immagine, ma per appiattirla nella luce, come se fosse la tavola di uno dei suoi amati mosaici. I motivi della scelta paesaggistica e tecnica. La veduta di Malcesine che qui vediamo fu distrutta da un incendio nel 1945

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Volando con i gabbiani tra i fari più belli e suggestivi del mondo. Il video

Quanta letteratura romantica ha avvolto la seduzione misteriosa e solitaria dei fari. Luoghi isolati, al limite dell'arcano, dominati dalla potenza ululante del vento e dall'impatto dell'acqua sulle rocce. L'uomo di fronte al mistero della natura. Un tratto del Sublime di amplificazione romantica. Ma anche, visti con l'occhio dell'estetica e dello stile, quante soluzioni stilistiche per realizzare i supporti di queste vedette luminose che parlano ai naviganti sperduti, anche nei periodi del gps

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Un cetriolo per la Madonna. Ma perchè quella presenza impudica nei quadri sacri?

Carlo Crivelli, ma pure Mantegna e i pittori della scuola ferrarese, utilizzarono molto spesso festoni di frutti, infilzati e legati per decorazione, con il fine di elebrare l'apoteosi di vita delle scene della Madonna in trono con bambino. Maria era fecondità, gioia, ricchezza; a Maria ci si rivolgeva per avere anche la grazia di ottenere il pane quotidiano, attraverso un'intercessione a Dio padre. Gli spnedidi troni di questa pittura, con tripudi vegetali, dell'Italia settentrionale, costituiscono, peraltro, un precedente alla natura morta che, in molti casi, sarebbe stata collezionata volentieri, come genere pittorico, anche dagli altri prelati, tra i quali il cardinale Borromeo, con fini religiosi e per amore della pittura

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Il pittore seicentesco maniaco dei serpenti e delle farfalle. Vanitas e dolore

Quando il male ha il sopravvento. Ottone Marcellis dipingeva in modo ossessivo rettili che divoravano farfalle. Vanitates crudeli, che poggiavano sul piccolo zoo casalingo allestito dal pittore per copiare dal vero. Il piano dei simboli. I soggetti che proponeva agli acquirenti sembrano invariabilmente quelli: muta la prospettiva, cambia lo scenario, ma i protagonisti sono sempre loro. Serpi viscide (con la variante di chioccioline striscianti) e farfalle vibratili, intrise di luce-colore. Nato in Olanda - a Nimega, nel 1619 -, ha viaggiato in Francia, Inghilterra, Germania e Italia, luogo in cui è stato apprezzato più a fondo, tanto è vero che è conosciuto anche con il nome italianizzato di Ottone Marcellis

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