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Archivi Mensili: luglio 2018

Edward Hopper, ecco le sue opere come pubblicitario o illustratore di libri

La dimensione narrativa - o meglio la sospensione di ogni narratività in un contesto dalle alte potenzialità narrative - è ben presente nella libera attività artistica di Hopper. E per quanto, egli abbia ben guardato ad altri artisti, della sua epoca o del passato - Vermeer e gli olandesi, per il loro "silenzio" inquietante - resta, nei suoi dipinti ampia traccia dell'attività di illustratore o di autore di manifesti pubblicitari. Come avviene in Warhol, pur altri contesti espressivi, il tasso di comunicazione misura la penetrazione tra il grande pubblico. Gli statunitensi tendono infatti a valutare la potenziale audience di un prodotto culturale piichè esso stesso è un prodotto

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Tavoli fallici, arte esplicita: quando Caterina II trascinava gli uomini nel camerino segreto e li possedeva

L'"appartamento a tema" sarebbe stato, pertanto, un tripudio di peni e di vagine, di seni scolpiti, a partire dagli organi maschili eretti che sostenevano la copertura circolare di un tavolo, realizzato con citazioni alla Roma antica. Poi poltrone particolari, sofà ammiccanti, stampe lascive. Molto si deve forse alle dicerie che correvano attorno alla sovrana? Sembra infatti frutto di una leggenda il racconto in base al quale lei avrebbe passato in rassegna, molto volentieri e con una certa frequenza, i suoi pretoriani, mentre costoro stavano sull'attenti ed esibivano il pene in erezione. Che doveva essere di consistenza marmorea, per appagare la vista della signora e conferirle un senso di virile protezione

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Piccole donne al mattino (1912) di Ludovic Alleaume

Piccole donne al mattino di Ludovic Alleaume (1912) è una serie litografica d'inizio novecento, stampata con effetto sanguigna, che ha il fine di far penetrare lo spettatore nella stanza di una ragazza,al momento del risveglio. Evidentemente, a quei tempi, assolutamente un tabù. La contemplazione del giovane corpo che torna alla vita, la dolce pigrizia dopo il risveglio,i misurati movimenti tra le lenzuola tiepide, i profumati biglietti d'amore accanto alla coscia, il perfetto dominio della nudità emanano ancora un alone sensuale

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Ci vuole certo una bella pazienza. E le mani non devono minimamente tremare. Ma il saggio è molto divertente. Partire dagli stecchi del ghiacciolo per realizzare un violino in miniatura. Chi volesse cimentarsi nell'impresa ecco qui il tutorial, curioso anche per chi intende solo dare un'occhiata

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Sai davvero cosa significa essere Muse? L’altra metà del cielo di Monet, Picasso, Renoir e di tanti altri

Per restare a un piccolo tratto del Novecento: potete immaginare Bonnard senza Marthe (sono almeno 146 i dipinti e circa 717 disegni in cui appare)? Dalì, senza Gala? Picasso senza Fernande, Dora, Jacqueline? Monet senza Blanche? Renoir senza Gabrielle? Maurice Denis senza Martha? Maillol senza Dina Vierny? Vuillard senza Misia? Giacometti senza Annette?

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Come interviene un restauratore quando trova un quadro in queste condizioni. Il video

Un dipinto di trecento anni ha richiesto molta attenzione prima che fosse pronto per una mostra. Scopri nel video le tecniche utilizzate per riparare e pulire una delle opere che rappresentano la Vergine di Guadalupe, consegnata, dopo il restauro ai curatori della mostra "La Sacra Spagna: arte e credo nel mondo spagnolo" Christina O'Connell conduce il lettore attraverso ogni fase del processo di recupero, intrapreso dal Lab all'IMA. Il dipinto ha subito, nel tempo, un'essiccazione eccessiva. I colori utilizzati erano, già in partenza, molto magri e poco aggrappanti. L'alternarsi di umidità altissima - che tende le tele, asciugandosi, riducendole sul supporto come maglie messe in lavatrice a temperature troppo elevate - e di caldo torrido, l'esposizione ai raggi del sole hanno provocato tensionamenti discontinui della vecchia tela, con il distacco di colore. L'opera è stata così fissata, rintelata e restaurata, dopo la stuccatura delle cavità lasciate dalla caduta del colore. E verniciata con prodotti in grado di ritonificare i pigmenti e di agire come protezione del film pittorico

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Il Veronese rischiò la morte per l’Ultima cena. Giullari, gozzoviglie e un pene enorme… A processo

L'attenta osservazione di un dipinto del Veronese da parte di Roberto Manescalchi porta alla luce, collegato al clima dell'inchiesta che gli inquisitori aprirono a carico del pittore, un enorme pene umano dipinto tra le gambe del cane che appare nella scena. Cane cazzone? Domeni-cane cazzone? L'episodio sul quale si fa luce svela un possibile intrigo. Perchè Veronese realizzò un'Ultima Cena affollatissima, piena di ubriachi, nani, tedeschi? Osservandola anche oggi appare subito come un'opera assolutamente eretica, considerato ciò che imponeva l'arte riformata: il pieno rispetto delle verità evangeliche, senza aggiunte immaginarie. Quindi fu cambiato il titolo del dipinto, che venne denominato Cena in casa di Levi. Ma il pene del cane passò forse inosservato. Veronese, considerati gli scontri tra i domenicani - clero di emanazione papale - e la Serenissima si prese gioco dei potenti frati, con qualche avallo governativo? Certo che anche il cane a tre zampe - e pertanto zoppo - presente in un altro dipinto potrebbe indicare, sottotraccia, il giudizio grottesco del Veronese, contro il regime inquisitoriale imposto dai domenicani

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