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Aldo Manuzio. Il Rinascimento di Venezia raccontato dalle opere di Giorgione, Carpaccio, Giovanni Bellini

ALDO MANUZIO. Il rinascimento di Venezia
Venezia, Gallerie dell’Accademia, Ala Palladio (Campo della Carità, 1050)
19 marzo – 19 giugno 2016

Orari: lunedì, 8.15-14;
da martedì a domenica, 8.15-19.15

Informazioni e prenotazioni
Tel. 041.5200345



La mostra presenterà la storia dell’uomo che ha inventato il libro moderno e il concetto stesso di editoria, facendo di Venezia la capitale internazionale della stampa.
L’esposizione, attraverso capolavori assoluti di Giorgione, Carpaccio, Giovanni Bellini, Cima da Conegliano, Tiziano, Lorenzo Lotto, Pietro Lombardo, racconterà come il progetto di Aldo e i suoi preziosi libri si intrecciarono a Venezia con un’arte nuova, nutrita dalla pubblicazione dei classici greci e latini.

Carpaccio Vittore - Incontro con Papa Ciriaco (577)

Vittore Carpaccio, Incontro dei pellegrini con papa Ciriaco, Gallerie dell’Accademia di Venezia. Su concessione del o © Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo

Dal 19 marzo al 19 giugno 2016, alle Gallerie dell’Accademia, la mostra Aldo Manuzio. Il rinascimento di Venezia, curata da Guido Beltramini, Davide Gasparotto, Giulio Manieri Elia, ripercorre una stagione unica e irripetibile nella storia della cultura europea e occidentale, durante la quale il libro si rivelò capace di trasformare il mondo dando vita al rinascimento di Venezia, città effervescente – con oltre 150mila abitanti nel XVI secolo è una tra le più ricche e popolose città del continente – dove ogni tipo di linguaggio artistico riesce, nello spazio di pochi decenni, a trovare la sua più efficace espressione.
È nel Cinquecento che Venezia conquista e afferma definitivamente il ruolo di cerniera tra l’Oriente e l’Occidente, passando da essere semplice piattaforma per scambi di natura commerciale a luogo dove si mescolano culture, tradizioni, saperi.

 

Bartolomeo Veneto, Ritratto di donna - Francoforte, Städel Museum Städel Museum - U. Edelmann - ARTOTHEK

Bartolomeo Veneto, Ritratto di donna – Francoforte, Städel Museum Städel Museum – U. Edelmann – ARTOTHEK

Sfruttando l’imponente rete logistica della quale solo una città mercantile come Venezia poteva disporre, Manuzio riuscì a immaginare e realizzare il suo straordinario programma che per la prima volta prevedeva di rendere disponibili al pubblico degli studiosi e di letterati del suo tempo i grandi classici della cultura greca, da Omero ad Aristotele, da Sofocle a Euripide a Tucidide, per poi raccogliere i testi latini da Virgilio a Cicerone, da Orazio a Ovidio, a Catullo, a Properzio, Lucrezio, Giovenale, Marziale, e ancora ebraici e italiani della nuova letteratura in volgare.
Proprio grazie a Manuzio e alla sua collaborazione con Pietro Bembo, il volgare si affermava, accanto al latino, come la lingua della contemporaneità in tutta Europa, confermandosi tale secondo il canone che elesse Dante, Petrarca e Boccaccio come modelli.

 

Giovanni Bellini, Allegoria della malinconia, Gallerie dell’Accademia di Venezia. Su concessione del © Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo

Giovanni Bellini, Allegoria della malinconia, Gallerie dell’Accademia di Venezia. Su concessione del © Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo

La circolazione di questo patrimonio di testi e di idee non solo contribuì a creare una cultura comune europea, capace di integrare l’ambito classico greco-romano al mondo moderno e contemporaneo, ma favorì l’emergere di temi e motivi assolutamente nuovi anche nel campo delle arti figurative; maestri quali Giovanni Bellini, Cima da Conegliano, Jacopo de’ Barbari trassero decisa ispirazione dai testi della classicità greca e latina, ora finalmente fruibili con facilità anche da un pubblico laico.
A seguito della riscoperta della poesia greca e latina, la pittura rivolge ora un nuovo sguardo anche sulla natura: abbandonate le suggestioni medievali che dipingevano una natura ostile, dura, popolata da fiere feroci, l’arte si apre a una rappresentazione del paesaggio inteso come culla della civiltà, come paradiso terrestre nel quale l’uomo è destinato a vivere.

Giorgio o Zorzi da Castelfranco, detto Giorgione, La tempesta, Gallerie dell’Accademia di Venezia. Su concessione del © Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo

Giorgio o Zorzi da Castelfranco, detto Giorgione, La tempesta, Gallerie dell’Accademia di Venezia. Su concessione del © Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo

La mostra testimonierà questo passaggio attraverso i paesaggi di Giorgione, i disegni del giovane Tiziano, le incisioni di Giulio Campagnola, i bronzetti di Andrea Briosco.
Un’importante sezione del percorso espositivo sarà dedicata all’intenso rapporto che legò Aldo alla cultura del nord d’Europa e a Erasmo da Rotterdam. Il filosofo olandese – che per pubblicare la nuova e definitiva edizione dei suoi Adagia visse a Venezia, ospite della famiglia di Manuzio per quasi un anno – oltre ad apprezzare la cura delle edizioni aldine, riteneva che fosse di importanza fondamentale, per la circolazione trasmissione del suo pensiero in tutta Europa, che i suoi lavori fossero stampati proprio da Manuzio.
La mostra non mancherà di proporre la Hypnerotomachia Poliphili, il libro illustrato più celebre e raffinato di Aldo Manuzio con fantasiose xilografie forse approntate su disegno del miniatore Benedetto Bordon.
Aldo Manuzio. Il rinascimento di Venezia è promossa dal Comitato per il V Centenario della morte di Aldo Manuzio e dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo con le Gallerie dell’Accademia di Venezia, principale donor partner World Monuments Fund, in memoria di George e Vera Kaestlin-Bock.

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