I bambini nell’arte

La maestrina e gli alunni di Ettore Tito (1859-1941)

Ettore Tito. Note biografiche Nato a Castellammare di Stabia il 17 dicembre 1859, morto a Venezia il 26 giugno 1941. Nel 1867 si recò a Venezia dove frequentò l’Accademia di Belle Arti diplomandosi nel 1876. Il suo peregrinare per le calli remote tra i ceti più umili, portò alla realizzazione dei primi dipinti degli anni Ottanta fortemente apprezzati dal mercato ...

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Nel Quattrocento a Venezia donne e bambini non potevano essere ritratti

Nel Quattrocento c’è una significativa differenza tra la ritrattistica veneziana e quella di altre regioni o città. In laguna gli artisti sembrano evitare i soggetti femminili o infantili, ritratti invece con grande frequenza a Firenze e in altre città nordeuropee e italiane. “Si sa che i gusti sono inspiegabili – commenta Rona Goffen nel saggio “Valicando le Alpi: arte del ritratto nella Venezia del Rinascimento” – ma il gusto per la ritrattistica che pervadeva la Venezia rinascimentale diventa in larga parte comprensibile, se lo si considera alla luce della morale dell’epoca – soprattutto sotto il profilo del ruolo della donna e del comportamento esemplare che ci si attendeva dalla classe dominante”

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San Cristoforo, il gigante gentile che trasporta il Bambino

L'immagine di san Cristoforo offriva ai viandanti, secondo le credenze medievali, una celeste protezione nel viaggio o negli spostamenti quotidiani. Numerose chiese o santuari, specie nell'arco alpino e nelle prealpi, sono dominate, nella facciata esterna da dipinti del santo che assumono dimensioni ragguardevoli, fino a coprire ampie estensioni di intonaco. San Cristoforo -come suggerisce il nome in latino Christum fero, porto Cristo - reca sulle spalle Gesù bambino, facendogli attraversare un fiume. L'immagine di Cristoforo oltre a proteggere i viandanti poteva fungere da insegna per piccoli ospedali o ricoveri - xenodochi - nei quali i viaggiatori potevano trovare rifugio

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Sophie Gengembre dipingeva bimbe soavi e piccoli pastori. Video incantevole

Bambine soavi, piccoli pastori impegnati a suonare il flauto, fratellini addormenti dolcemente. L'amore ottocentesco per l'infanzia trova uno dei massimi cantori nella pittrice pre-raffaellita Sophie Gengembre Anderson. Nata a Parigi nel 1823 da un architetto francese che aveva sposato un'inglese, apprese le tecniche del ritratto nella capitale francese, frequentando lo studio di Charles Auguste Steuben, uno specialista del ritratto. Durante la rivoluzione del 1848, quando Sophie era venticinquenne, la famiglia decise di partire per gli Stati Uniti d'America. Vissero tra Cincinnati e Manchester della Pennsylvania, città nella quale la ragazza incontrò il pittore Walter Anderson, che sposò poco dopo. Nel 1854 si trasferirono a Londra, dove la pittrice esibì i propri lavori nella Royal Academy. Nel 1858 presero la via di New York, per poi tornare definitivamente a Londra nel 1863. I suoi primi dipinti mostrano una forte attenzione per il dettaglio botanico, in comune con i Preraffaelliti. Morì nella propria casa, a Falmouth nel 1903 a sofia 1

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Perché Balthus è considerato osceno? Entriamo nei dipinti dell’artista osteggiato

La strenua resistenza dell'artista al Modernismo sfociò nell'imposizione di una pittura di figura, solida nei colori e lieve negli effetti, ambigua nell'atmosfera e metafisica nella globalità - Il tempo quale entità statuaria entro la quale l'essere non transita ma permane - L'influsso di Piero della Francesca e Paolo Uccello - A Palazzo Grassi la più grande mostra a lui dedicata.

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Lewis Carroll si era innamorato di Alice? Provate a investigare. Un filmato delle foto alla bambina e alcune informazioni. Vi chiediamo il giudizio

Nel filmato vedremo fotografie e dipinti. Nella prima parte del video, la tomba di Alice e alcune fotografie della sua maturità. Ad eccezione di due o tre immagini specificano gli autori, tutte le foto in questo slideshow sono state scattate da Charles Lutwidge Dodgeson, cioè Carroll. a alice 1Il 4 luglio del 1862, in una barca a remi lungo il fiume Isis, durante una gita finalizzata a un pic-nic, Alice,che aveva dieci anni, chiese a Charles Dodgson-Carroll che raccontasse una storia per intrattenere lei e le sue sorelle, Edith (8 anni) e Lorina (13). Mentre il reverendo Robinson Duckworth remava, Dodgson raccontò alle bambine una storia fantastica che aveva per protagonista una bambina di nome Alice. Alla bambina piacque moltissimo e chiese a Dogson-Carroll di mettere per iscritto, quella storia, per lei. Il che avvenne. Carroll le consegnò il manoscritto in novembre. Poi pensò di rielaborare il lavoro per darlo alle stampe. Molto è è stato detto circa la mancanza di espressione di Alice nelle fotografie. E si è ritenuto che questo atteggiamento nascondesse una tristezza da coercizione e qualcosa di più grave.

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Il gioiello-scimmia in Rubens avvertiva, con lo specchio, rischi della vanità nelle bambine

la scimmia che è raffigurata sulla manica della nobile bambina, ritratta nel 1601 circa da Rubens, simboleggia prosperità e protezione dalle malattie, come il corallo – rappresentato anche nel Ritratto di Giovanni de’ Medici, dipinto da Bronzino nel 1549 -, rimedio contro malocchio e infermità, proprio grazie ai rametti appuntiti che avevano la capacità di deviare l’influsso malefico [caption id="attachment_27740" align="aligncenter" width="684"]P.P.RUBENS, Ritratto di Eleonora Gonzaga all'età di tre anni (part.), 1601 ca., olio su tela, cm. 76 × 49,5, Vienna, Kunsthistorisches Museum P.P.RUBENS, Ritratto di Eleonora Gonzaga all'età di tre anni, 1601 ca., olio su tela, cm. 76 × 49,5, Vienna, Kunsthistorisches Museum. Nel cerchio, il gioiello portafortuna che allude, al tempo stesso, alla vanità femminile. La scimmia, infatti si specchia[/caption]

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Gustave Doré, illustratore di fiabe. Tutto quello meno conosciuto di lui. Il video

Nell'ambito del vasto Corpus delle opere di Gustave Doré, accanto ai dipinti - meno noti della sua produzione grafica, ma splendidi - troviamo anche illustrazioni di altissimo livello d'invenzione e di tecnica. Aggirando le tavole molto note realizzate per la Divina Commedia, emergono opere compiute per diversi libri destinati ai bambini e ai ragazzi, tra i quali fiabe e romanzi. a doré 2

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