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Articoli pubblicati in “Installazione”

Christo. 25mila metri quadri di stoffa cangiante per l’Arco di Trionfo. Iniziati i lavori per l’opera postuma

L'Arco di Trionfo sarà racchiuso nel tessuto in polipropilene riciclabile con 7000 metri di corda rossa. Nel maggio 2020, Christo è morto improvvisamente, durante il sonno, ma egli aveva preparato ogni dettaglio di questo lavoro trionfale, con il quale avrebbe idealmente celebrato anche l'unione sentimentale e artistica con la moglie e collega Jeanne-Claude, un amore nato proprio a Parigi

Da abuso edilizio a monumento nazionale. Lo squalo sul tetto. La storia, la casa

L'opera - realizzata in fibra di vetro - pesa 200 chili ed è alta 7,6 metri. Heine, il padrone di casa, ha detto: "Lo squalo voleva esprimere il sentimento di chi si sente totalmente impotente di fronte ai disastri della storia. Al tempo stesso essa dice qualcosa sull'energia nucleare, su Chernobyl e Nagasaki"

Gli spiriti emergono dal bosco. Legno plasmato dal fiume e assemblato da Iwasaki. Opere e video

Lo scultore giapponese raccoglie lacerti di legno resi lisci dalle acque, recandosi nella zone del suo Paese in cui si abbattono con regolarità fortunali e tifoni - I pezzi più antichi si presentano straordinariamente lisci - Accumula le varie parti levigate e si attiene a ciò che i pezzi e le forme gli suggeriscono di fare - Un tempo usava bulloni per unire le varie parti - Oggi solo chiodi di legno, come nell'antichità

Cookie monster e mostri dell'infanzia entrano nell'arte contemporanea con Stefan Tcherepnin. Il video

Artista e musicista, Tcherepnin stupisce e coinvolge lo spettatore in un percorso, allestito alla Kunsthalle di Zurigo, contrassegnato dalla contaminazione. Ma chi è il Cookie Monster (letteralmente Mostro dei biscotti)? Corpo da yeti, da pupazzone casalingo, livrea mutante, il mostro è un buon diavolo, una specie di informe orsacchiotto affamato di biscotti, appartenente al mondo televisivo di Sesame Street. È anche apparso nella versione italiana, datata 1978 e intitolata Sesamo apriti, con il nome Pasticcino

Sai cos'è il Furoshiki? E perché è adatto a mostre d'arte contemporanea? L'esempio di Parigi

I giapponesi, in ambito artistico, stanno lavorando in modo particolarmente intenso, come del resto gli statunitensi, per rileggere il mondo dell'infanzia e dei giochi, proiettandolo nell'arte contemporanea. Colori accesi, revisioni di personaggi dei cartoni animati, ricostruzioni dilatate di camerette. Sindrome di Peter Pan? All'esterno del gran Palais di Tokio, a Parigi, è giunto un regalo gigantesco. All'interno una magnifica stanza. Tutto è tappezzato perfettamente da Furoshiki

Gli alberi e le pietre nell'arte. Gli splendidi artifici naturali di Giuseppe Penone. Il video delle opere

L'intersezione tra vegetale, minerale e umano produce le sculture Giuseppe Penone, artista e scultore italiano, esponente della corrente dell'arte povera, che vive e lavora a Torino. Egli fa parte del movimento italiano che ha utilizzato materiali inusuali o di scarto per avviare a una ricerca collocata tra psiche - individuale e universale . e materia, in una sorta di meditazione francescana attorno al mondo e alla sua struttura. Penone è certamente l'artista del gruppo che più si avvicina alla land art. Nasce a Garessio, in provincia di Cuneo, il 3 aprile 1947 e i boschi attorno al proprio paese iniziano a fornirgli immagini di nodi vegetali, di pietre avviluppate dall'albero in crescita e sollevate da terra. Al tempo stesso riceve un forte imprinting osservando l'attività di contadini e giardinieri che intervengono sulla natura in un equilibrio prodotto da un paziente lavoro di interazione

Cosa significano gli igloo di Mario Merz tra arte, antropologia e architettura? Risponde la figlia. Il video

“Igloos” (2018), la mostra dedicata a Mario Merz (Milano, 1925-2003), tra gli artisti più rilevanti del secondo dopoguerra, riunisce il corpus delle sue opere più iconiche, gli igloo, datati tra il 1968 e l’anno della sua scomparsa. Il progetto espositivo, curato da Vicente Todolí e realizzato in collaborazione con la Fondazione Merz, si espande nelle Navate di Pirelli HangarBicocca e pone il visitatore al centro di una costellazione di oltre trenta opere di grandi dimensioni a forma di igloo, un paesaggio inedito dal forte impatto visivo

Il giardino nell'arte contemporanea? Come dopo un diluvio da cartone animato. Il video

il giardino è il nuovo progetto ideato e realizzato da Lutz & Guggisberg per la Collezione Maramotti. Prima personale in una istituzione italiana del duo di artisti svizzeri, la mostra è stata organizzata in occasione del festival di Fotografia Europea 2018, dal titolo “Rivoluzioni. Ribellioni, cambiamenti, utopie”. La mostra installazione si è sviluppata in un percorso di cinque sale e presenta oltre venti fotografie di formati diversi montate su pannelli e con interventi pittorici, insieme ad agglomerati di oggetti di recupero selezionati dagli artisti in alcuni magazzini locali e assemblati secondo un criterio di re-invenzione creativa

Cos'è la "Camera della pioggia" nell'arte contemporanea? La magia dell'acqua che non bagna. Il video

La Rain Room di Random International si rivela molto divertente per i visitatori, ma è anche un'installazione dotata di una notevole complessità. Essa è composta da piastrelle stampate ad iniezione, elettrovalvole, regolatori di pressione, telecamere traccianti 3D, telai in legno, travi in ​​acciaio, un sistema di gestione idraulico e un pavimento dotato di griglie, che consentono lo scorrimento dell'acqua. Il sistema è controllato da un software personalizzato. Random International è nota per la sua arte contemporanea basata sul digitale. Lo studio londinese crea opere d'arte e installazioni che esplorano il comportamento umano e l'interazione

Una magica scultura-gioiello di Yoko Ono e Lennon nelle miniere d'argento di Melle. Video

L'arte contemporanea, a Melle, in Francia, viene esposta in chiese romaniche, palazzi, luoghi straordinari e miniere d'argento. A questo luogo misterioso, nelle viscere della terra, è stato affidato  Parts of a Lighthouse di Yoko Ono.  L'idea fu stesa, per iscritto, come un progetto e un'aspirazione, dall'artista, nel 1965: "Installi i prismi in determinate ore del giorno, in una sorta di luce serale che li attraversi; e la casa di luce appare come un'immagine in cui puoi entrare, se lo desideri. La casa della luce non dovrebbe funzionare tutti i giorni, proprio come il sole non splende ogni giorno. " Leggendo questa descrizione nel catalogo di una mostra nel 1967, John Lennon chiese a Yoko Ono di costruirne una per il suo giardino. La chiamano "La casa del fantasma". Un invito ad entrare nello spazio immateriale in cui sono appaiono i ricordi.