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Sai cos’è il Furoshiki? E perché è adatto a mostre d’arte contemporanea? L’esempio di Parigi

I giapponesi, in ambito artistico, stanno lavorando in modo particolarmente intenso, come del resto gli statunitensi, per rileggere il mondo dell'infanzia e dei giochi, proiettandolo nell'arte contemporanea. Colori accesi, revisioni di personaggi dei cartoni animati, ricostruzioni dilatate di camerette. Sindrome di Peter Pan? All'esterno del gran Palais di Tokio, a Parigi, è giunto un regalo gigantesco. All'interno una magnifica stanza. Tutto è tappezzato perfettamente da Furoshiki

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Gli alberi e le pietre nell’arte. Gli splendidi artifici naturali di Giuseppe Penone. Il video delle opere

L'intersezione tra vegetale, minerale e umano produce le sculture Giuseppe Penone, artista e scultore italiano, esponente della corrente dell'arte povera, che vive e lavora a Torino. Egli fa parte del movimento italiano che ha utilizzato materiali inusuali o di scarto per avviare a una ricerca collocata tra psiche - individuale e universale . e materia, in una sorta di meditazione francescana attorno al mondo e alla sua struttura. Penone è certamente l'artista del gruppo che più si avvicina alla land art. Nasce a Garessio, in provincia di Cuneo, il 3 aprile 1947 e i boschi attorno al proprio paese iniziano a fornirgli immagini di nodi vegetali, di pietre avviluppate dall'albero in crescita e sollevate da terra. Al tempo stesso riceve un forte imprinting osservando l'attività di contadini e giardinieri che intervengono sulla natura in un equilibrio prodotto da un paziente lavoro di interazione

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Cosa significano gli igloo di Mario Merz tra arte, antropologia e architettura? Risponde la figlia. Il video

“Igloos” (2018), la mostra dedicata a Mario Merz (Milano, 1925-2003), tra gli artisti più rilevanti del secondo dopoguerra, riunisce il corpus delle sue opere più iconiche, gli igloo, datati tra il 1968 e l’anno della sua scomparsa. Il progetto espositivo, curato da Vicente Todolí e realizzato in collaborazione con la Fondazione Merz, si espande nelle Navate di Pirelli HangarBicocca e pone il visitatore al centro di una costellazione di oltre trenta opere di grandi dimensioni a forma di igloo, un paesaggio inedito dal forte impatto visivo

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Il giardino nell’arte contemporanea? Come dopo un diluvio da cartone animato. Il video

il giardino è il nuovo progetto ideato e realizzato da Lutz & Guggisberg per la Collezione Maramotti. Prima personale in una istituzione italiana del duo di artisti svizzeri, la mostra è stata organizzata in occasione del festival di Fotografia Europea 2018, dal titolo “Rivoluzioni. Ribellioni, cambiamenti, utopie”. La mostra installazione si è sviluppata in un percorso di cinque sale e presenta oltre venti fotografie di formati diversi montate su pannelli e con interventi pittorici, insieme ad agglomerati di oggetti di recupero selezionati dagli artisti in alcuni magazzini locali e assemblati secondo un criterio di re-invenzione creativa

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Cos’è la “Camera della pioggia” nell’arte contemporanea? La magia dell’acqua che non bagna. Il video

La Rain Room di Random International si rivela molto divertente per i visitatori, ma è anche un'installazione dotata di una notevole complessità. Essa è composta da piastrelle stampate ad iniezione, elettrovalvole, regolatori di pressione, telecamere traccianti 3D, telai in legno, travi in ​​acciaio, un sistema di gestione idraulico e un pavimento dotato di griglie, che consentono lo scorrimento dell'acqua. Il sistema è controllato da un software personalizzato. Random International è nota per la sua arte contemporanea basata sul digitale. Lo studio londinese crea opere d'arte e installazioni che esplorano il comportamento umano e l'interazione

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Una magica scultura-gioiello di Yoko Ono e Lennon nelle miniere d’argento di Melle. Video

L'arte contemporanea, a Melle, in Francia, viene esposta in chiese romaniche, palazzi, luoghi straordinari e miniere d'argento. A questo luogo misterioso, nelle viscere della terra, è stato affidato  Parts of a Lighthouse di Yoko Ono.  L'idea fu stesa, per iscritto, come un progetto e un'aspirazione, dall'artista, nel 1965: "Installi i prismi in determinate ore del giorno, in una sorta di luce serale che li attraversi; e la casa di luce appare come un'immagine in cui puoi entrare, se lo desideri. La casa della luce non dovrebbe funzionare tutti i giorni, proprio come il sole non splende ogni giorno. " Leggendo questa descrizione nel catalogo di una mostra nel 1967, John Lennon chiese a Yoko Ono di costruirne una per il suo giardino. La chiamano "La casa del fantasma". Un invito ad entrare nello spazio immateriale in cui sono appaiono i ricordi.

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Enormi, intricate, splendide foreste di cartone di scarto. I capolavori di Eva Jospin. Il video

Foreste delle fiabe, ma anche gli stessi intrichi vegetali, dominati da alberi altissimi, che troviamo nella pittura gotica, in Sant'Eustachio di Pisanello, ad esempio. Il mistero della foresta. Il cuore pulsante del mondo. Ma anche la foresta degli edifici gotici, essi stessi boschi di pietra, in cui avviene il prodigio della discesa dello Spirito. Dopo aver impostato i lavori nelle dimensioni della pittura da cavalletto, Jospin ha, nel tempo, dilatato i quadri-sculture in boschi articolati in foreste, che si interconnettono con misteriose pareti di rocce stratificate. Ma come ottiene questi alberi?  Per il fondo sono utilizzati bancali da trasporto, di legno, messi in verticale con i piedi rivolti verso lo spettatori

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Eva Jospin, una grotta incantata realizzata nel bosco con il calco dei cartoni. Un lavoro straordinario. Il video

Jospin è gotica e moderna, rococò e simbolista. L'artista è nota per aver realizzato con il cartone ritagliato splendidi, complessi, enormi quadri tridimensionali di foreste, che ricordano gli intrichi vegetali della pittura gotica - pensiamo a Sant'Eustachio di Pisanello - o , come dice l'autrice i boschi delle fiabe. A Chaumont-sur-Loire - Jospin si è allontanata, per la prima volta, dal suo materiale preferito, il cartone, appunto, per realizzare una grotta, in cemento naturale, che all'esterno cita i mostri di Bomarzo e all'interno irradia la magia delle inglesi grotte di conchiglie, le concrezioni rocaille del Settecento francese e, ancora, anche i castelli infantili di sabbia decorati con materiali di recupero della battigia. Le pareti della grotta sono state realizzate con il calco, in cemento naturale, delle ondulazioni del cartone di vario tipo. Mensole, alto rilievi, cornici ed altri elementi decorativi risultano straordinarie efflorescenze che richiamano le colonne bizantine e le lavorazioni in alabastro. Completano questo luogo mistico valve lasciate nei colori naturali o verniciate d'oro, pietre e filamenti. Sicuramente da vedere

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Ernesto Neto, un gigantesco albero della vita realizzato a uncinetto nella stazione di Zurigo

GaiaMotherTree è stato realizzato interamente a mano. Strisce di cotone sono state prima colorate, poi annodate insieme, con una tecnica identica a quella dell'uncinetto, per formare una struttura trasparente gigante. La parte superiore dell'opera, che ha la forma della chioma di un albero - ma che rinvia pure tanto a un elemento lieve quanto la testa campaniforme di una medusa Medusa e che sottende anche rinvii alle immagini medievali della Madonna, che, in alcuni dipinti, forniva amorevole protezione a uomini e donne di tutte le classi sociali, senza distinzione - copre il soffitto. Alla base dell'albero, come appunto dicevamo, c'è un ampio spazio nel quale i visitatori possono soffermarsi e riposare sui sedili disposti in cerchio. Gli elementi a forma di goccia che pendono dai rami sono pieni di spezie aromatiche e foglie secche

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Mantova e le opere d’arte fatte di luce. Sperimentazioni e installazioni

Gli spazi esterni di Palazzo Ducale accesi con le opere luminose di importanti artisti italiani e internazionali. Gli autori invitati a confrontarsi con i prospetti medievali e rinascimentali della residenza gonzaghesca sono stati Donatella Schilirò, Federica Marangoni, Nicola Evangelisti, Massimo Uberti, Edward Shuster + Claudia Moseley, Marco La Rosa, Davide Dall’Osso, Romano Mantovani Boccadoro, David Dimichele, Fardy Maes. L’iniziativa ha fatto seguito alla prima esperienza di Art Light nel 2016 che, con la mostra intitolata “…e quando il sole cade, la città si accende”, ha regalato a Mantova un nuovo e originale skyline impreziosito da sculture luminose che occhieggiavano nel loggiato della Cavallerizza

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