Home / La masturbazione nell’arte

La masturbazione nell’arte

Tavoli fallici, arte esplicita: quando Caterina II trascinava gli uomini nel camerino segreto e li possedeva

L'"appartamento a tema" sarebbe stato, pertanto, un tripudio di peni e di vagine, di seni scolpiti, a partire dagli organi maschili eretti che sostenevano la copertura circolare di un tavolo, realizzato con citazioni alla Roma antica. Poi poltrone particolari, sofà ammiccanti, stampe lascive. Molto si deve forse alle dicerie che correvano attorno alla sovrana? Sembra infatti frutto di una leggenda il racconto in base al quale lei avrebbe passato in rassegna, molto volentieri e con una certa frequenza, i suoi pretoriani, mentre costoro stavano sull'attenti ed esibivano il pene in erezione. Che doveva essere di consistenza marmorea, per appagare la vista della signora e conferirle un senso di virile protezione

Leggi Articolo »

Gustav Klimt, i disegni erotici. Dolci curve e languide carezze

Si tratta di uno spazio di libertà totale, come sottolinea la Carolina Messensee, che curò la mostra francese dedicata ai disegni erotici dell'artista, un percorso tra duecento carte erotiche, fogli selezionati, che sopravvissero nello studio dell'artista, ma in angolo riservato, un dolce enfer. Ricorrono le scene di masturbazione femminile in un languido abbandono dei corpi, al di sotto di natiche voluttuose, mentre con gli occhi chiusi le sue donne sembrano abbandonarsi a sogni circolari, sogni di onde e risacche, sogni curvilinei

Leggi Articolo »

Le due amiche nella pittura. E lui che guarda. Ma cosa scopriamo negli altri quadri?

Quando pittori e produttori di immagini erotiche decidono, invece, di descrivere il rapporto tra due donne per un pubblico maschile, essi puntano sempre a far scattare nell'uomo l'idea che le due signore, in realtà, siano costrette a ripiegare su se stesse per la mancanza di un maschio che le possieda. Sono spesso tenere fanciulle in un collegio, amiche del cuore, concubine di un harem. Così, come vediamo nelle successive tavole prodotte tra il Settecento e i primi anni del Novecento, Saffo opera per lo sguardo maschile. Figure di uomini appaiono in penombra; momentanei voyeur. Poichè la proiezione concreta dell'uomo è di apparire all'improvviso, accolto come il dono più bello. Chissà se è vero.

Leggi Articolo »

Che fai, ragazza con quella mano? Pitocchetto e dintorni nel Settecento contadino

Evidentemente il ménage a trois non dovette funzionare, perché la De Angelis lasciò Ceruti e Piacenza, e il pittore si riavvicinò alla prima moglie. Dopo la morte dell’artista, Angela andò ad abitare nella parrocchia di santa Tecla, a Milano, come attesta il suo atto di morte: 17 febbraio. Angela Carrozza d’anni 80 figlia q.am Gio. Batta e moglie del fu Giacomo Ceruti ricevuti li SS.mi Sacramenti di Penitenza Eucarestia Estrema Unzione e Benedizione Papale è morta e fu sepolta in Duomo con l’accompagnamento di 6 sacerdoti”.

Leggi Articolo »

Moreau Le Jeune, il sesso elegante nel 1789, anno della rivoluzione

Le opere sono molto definite nei tratti perchè sono state realizzate con una penna e un inchiostro bruno. Le ombre sono state ottenute acquerellando un lieve chiaroscuro teso a matita, Una delle tre presenta una data terribile e inequivocabile. Il 1789, anno della rivoluzione che avrebbe accresciuto i poteri della borghesia, creando però drammi incommensurabili. Verrebbe da pensare che l'autore di questa sequenza - masturbazione di lei, masturbazione di lui, penetrazione - sia stata disegnata prima di luglio, mese di presa della Bastiglia. Comunque sia l'opera è perfettamente settecentesca e ancien regime. L'incontro avviene su un elegante e non amplissimo sofà. Ai muri sono appesi quadri o stampe di soggetto erotico.

Leggi Articolo »

Klimt, vi racconto con i disegni quando a masturbarsi è una donna aristocratica

E lei ha accettato di posare. Forse ha preso il pretesto di posare per avere la libertà d'essere spudorata. E' quello che Klimt cerca. Forse questa è la sua preda visiva di maggiore interesse; modelle e prostitute posssono accettar di toccarsi, a pagamento. Per una signora dell'alta società è un atto di complessso e vittorioso della concezione di sé di sè, del mondo, del maschio che ha davanti; e al tempo stesso la dichiarazione implicita che tutto il suo mondo, velato di buone maniere, di contesti angelicati, di abiti sontuosi non riesce a coprire il triangolo pulsionale che le arde all'inguine come una palude torrida

Leggi Articolo »

Dormire, forse sognare. Quando divampa il fuoco. Nei disegni antichi

Vissuta sempre con giustificato trasporto, ma all'ombra e con infiniti sensi di colpa, la sfera erotica fu oggetto di numerose incursioni da parte di pittori e disegnatori che, tra la fine del Settecento e gli inizi dell'Ottocento, intendevano, in modo anche grottesco, sulla linea del libertinismo e dell'illuminismo, confutare l'idea diffusa che le donne non provavano piacere o desiderio. L'educazione molto rigida di quell'epoca poneva le ragazze, in un percorso che partiva dai primi anni d'età, ad avere molto timore delle part intime

Leggi Articolo »

Klimt, con una mano ti sfiori, tu sola dentro la stanza e tutto il mondo fuori

Gustav Klimt lasciò un numero elevatissimo di disegni di nudo femminile, particolarmente spinti. Klimt, come Rodin, amava osservare la dolcezza della masturbazione femminile. E come abbiamo scritto in altri articoli, di questa propensione sessuale ed estetica, sono rimaste - di entrambi -numerose testimonianze disegnative. La giovane donna si presenta con un abito sollevato, in una postura che ricorda l'Origine del mondo di Courbet. Ma il sesso è contestualizzato nella figura. L'abbandono provocato dal dito che si muove dolcemente tra le labbra del pube è sottolineato dagli occhi chiusi, attraverso i quali la donna proietta in se stessa il piacere

Leggi Articolo »

Il bacio degli amanti del Cinquecento. Lei è Ginevra. Ma cosa avviene sotto il piatto?

Per quanto, nell'intenzione dell'autore cinquecentesco, dovesse essere un bacio intenso, il risultato non fu nei termini del realismo. Il nostro occhio - modellato dalle fratture della linea, provocate dal cubismo - apprezza l'errore pieno del profilo femminile in questo splendido piatto che unisce il tardo gotico al Rinascimento, ma la delineazione originaria è in pieno contrasto con l'eleganza della cornice. Prodotto squisitamente artigianale, esso venne probabilmente realizzato con un cartoncino di silhouette - senza disegni interni - e forse lo stencil fu tratto da un'incisione di Beham (1500-1550) perchè la forma del naso della donna, molto particolare - prolungata e imponente - appare in una sua incisione, guardata dal verso opposto

Leggi Articolo »

Perchè si giocava a mosca cieca? La gioiosa testimonianza in un quadro del primo Ottocento

Tra i giochi quasi definitivamente archiviati, nella società occidentale, figura la cosiddetta mosca cieca. Il gioco stesso, nelle prime fasce d'età, tendeva ad affidare la gestione corporea, in situazione di dissimulata difficoltà -com'è quella dell'incedere notturno - a più piani sensoriali al di là della vista. Davanti agli occhi di un bambino o di una bambina, come ben sappiamo, veniva legata una fascia di stoffa che impedisse alla "mosca" di non vedere nulla, nemmeno la punta dei propri piedi. Gli altri bambini iniziavano a fuggire, normalmente in campo definito di gioco. I passi impediti e il lento, goffo incedere del giocatore, provocavano le risate di chi aveva gli occhi liberi e la possibilità di fuggire

Leggi Articolo »