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La stabilità sfuggente della tavola degli Amori di Lorenzo Bartolini. E tu, quale amore scegli?

Il tema centrale di Boileau-Despréaux - la polemica che instaura contro il preziosismo formale e tutte le sottigliezze enfatiche di un sentimentalismo classicheggiante e artefatto – viene contrapposta alla rivolta di un «purismo toscano» in atto nella statuaria di Bartolini, contro gli irrigidimenti dogmatici del canone neoclassico. In quest’ottica si pongono da un lato le forme meditate sull’arte rinascimentale nel solco di una riflessione romantica sull’imitazione della natura, e dall’altro, le formule stilistiche di una letteratura che favorisce la semplicistica enunciazione del vero, basata sul cartesiano Discours de la Méthode, avvalendosi di versi armoniosi e concreti, dominati dalla ragione, causa di varie polemiche letterarie e artistiche che agitarono l’Académie française alla fine del XVII secolo

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Sai cosa sono i coperti dei quadri?

Il coperto aveva pertanto la funzione di copertina, in alcuni casi dotata di un valore simbolico in quanto anticipava o si metteva in correlazione semantica con il dipinto sottostante. Secondo Bernard Aikema la pratica era molto diffusa. Perfino un’opera fondamentale come La Vecchia di Giorgione sarebbe stata usata per un periodo, e ciò emerge da fonti archivistiche, quale copertura di un dipinto inventariato come “Homo con una veste de pelle negra” di autore ignoto; già nel 1567, tuttavia, il dipinto possedeva la cornice autonoma e aveva perso la funzione originaria

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La vagina kajak di Megumi Igarashi Rokude Nashiko

Coma Banana Yoshimoto, che fu l'enfant terrible della letteratura, Megumi Igarashi (nata nel 1972 o 1973), che usa lo pseudonimo Rokude Nashiko, sconvolge i propri connazionali con espressioni spudorate. Ma se Banana utilizzava un mezzo comunque meno accessibile, quello della  letteratura, Rokude usa l'eloquenza delle immagini e, pertanto, il suo messaggio risulta più esplicito. Nel luglio 2014 - la scultrice e disegnatrice di manga fu arrestata perchè, come ringraziamento a coloro i quali avevano sostenuto il suo progetto di realizzazione di kajak ricavati dall'ingrandimento delle foto 3d della sua vulva, l'artista aveva mandato, tramite mail, la foto del rilevamento

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Obiettivi su Burri. A città di Castello fotografie e ritratti del maestro tifernate

LA MOSTRA - A Città di Castello (Pg), dal 12 Marzo 2019 al 12 Settembre 2019, la Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri ha ideato un evento che non solo ricorda Burri, ma che, per la prima volta, compie una ricognizione esauriente sui maggiori e più assidui professionisti della fotografia che lo hanno ritratto in differenti momenti e circostanze della sua vita

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Alice Faloretti, spirito, spiriti, ombre e ricordi nei paesaggi che raccordano l’anima al teatro della realtà

L'artista insignita del Premio finalisti Nocivelli 2018: "L'opera Corte è la rievocazione di uno spazio comune al mio vivere ordinario, un luogo da cui scaturisce un movimento inquieto, una tensione latente che persiste nella memoria e che oltrepassa la superficie abbagliante che lo mascherava. La pittura mi permette di cogliere le forme reali nei loro tratti essenziali, portando alla luce nuove relazioni profonde e significative: la luminosità, le cromie, la densità, la leggerezza, il gesto, tutto si fonde in un insieme inscindibile. La realtà concreta affiora in modo sfuggente, sospesa in atmosfere irreali, oniriche, atemporali e al tempo stesso così vicine alla natura umana più intima"

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Tra le pieghe delle tele e dell’anima. Il fantasma della madre di Rembrandt, un’icona nella storia dell’arte

Nel corso di questo studio ci è capitata sottomano la radiografia del dipinto. Una figura muliebre (la madre?) è certamente dipinta in una prima versione e poi eliminata nella definitiva. I disastri e i lutti associati al modo di vivere del figlio, non possono non aver devastato l'immaginario della vecchia Neeltje, inciso profondamente nei rapporti tra i due e lasciato segni indelebili nell'anima del Nostro. Nell'anno 1640, probabilmente, muore anche la madre di Rembrandt che, forse, non regge proprio all'ultima disgrazia capitata in famiglia Muore la vecchia madre, forse ha perdonato al figlio che non ha mai capito, ma per lui quel dito puntato sulle sue miserie e quello sguardo diritto negli occhi… quello sguardo che a volte non riesce a sostenere saranno, per tutta la vita, come una sorta di particolarissimo viatico.

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Osanna Francesca Davi, viola meraviglioso. Quando i fiori parlano nella notte

L'artista, insignita del Premio finalisti 2018, analizza brevemente la propria opera: "'Botanica Notturna' è una serie in corso d'opera iniziata nel 2017 e si ispira alla celebre poesia di Sylvia Plath intitolata 'I Am Vertical', nella quale la scrittrice affronta i temi della vita e della morte, della mancanza di corrispondenze tra se stessa e il mondo con la conseguente incapacità di adattarsi. Tutte le fotografie sono realizzate all'interno di giardini botanici che mi piace visitare durante la maggior parte dei miei viaggi, sfruttando sia la luce naturale del posto alla sera, sia la tecnica del light-painting".

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Alessandra Cecchini, la memoria velata e la paura di dimenticare. Bulino, nebbia ed oblio

L'artista, insignita del Premio finalisti del Nocivelli 2018: ""Il soggetto di "Quanta paura di dimenticare" si riferisce a una persona a me molto cara: il mio nonno materno. È questo attaccamento, questa devozione, che mi ha permesso di notarne alcuni particolari gesti, un modo tutto suo di stare al mondo, alcuni colori che gli appartengono, che lo connotano nella quotidianità. Partendo da un'immagine appartenente alla mia memoria personale ho tentato dunque di materializzare una paura che appartiene alla collettività, ossia quella di dimenticare e di essere dimenticati. Oggi, in una società ossessionata dall'immagine, dalle apparenze, è infatti necessario ragionare sul nostro rapporto con le immagini – compulsivamente scattate e condivise - e con la materialità degli oggetti di cui ci circondiamo per non sparire".

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Artemisia Gentileschi. Orgoglio donna. Ecco perchè firmò l’autoritratto. Fai clic e ingrandisci

Questa posa dinamica, che pare scattare da una reazione di ribellione, è frutto del temperamento dell'artista che, dopo la violenza sessuale subita da parte di un collega del padre, l'inganno protratto di costui che le aveva promesso un matrimonio riparatore, le deposizioni al processo per violenza, il pubblico dileggio, aveva assunto un'autonomia e un orgoglio che la portarono spesso a difendere i propri spazi e a proclamare la propria presenza come autrice e probabilmente come modella di se stessa. L'autoritratto come Allegoria della pittura fu siglato per evitare che altri ne assumessero la paternità, per ribadire la specificità dell'autrice e probabilmente anche per una forma pubblicitaria. Volto e sigla avrebbero riportato alla sua identità. Com'è noto, a quell'epoca i quadri erano raramente siglati o firmati

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