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Pont-Aven, la Bretagna mitica per Gauguin. Com’è oggi, com’era. Cosa vi dipinse e perchè. Il video

Nel luglio del 1886, alla ricerca di un luogo privo degli effetti contaminanti del progresso, Gauguin raggiunge Pont-Aven, un piccolo e suggestivo borgo di 1500 abitanti nel nord della Francia. Pont-Aven - che oggi conta circa 3mila residenti - si trova dipartimento del Finistère nella regione della Bretagna. Dopo il 1870 il villaggio era divenuto punto di riferimento di numerosi artisti, specialmente statunitensi, attirati dalle favorevoli condizioni di vita della zona: ottimi paesaggi, mari, fiumi e colline, una popolazione accogliente e legata all'antico, una cucina ottima, prezzi modestissimi. Il luogo ideale in cui dipingere, tranquilli, incontrando colleghi, la sera. Era il paese dei pittori

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Gli spiriti emergono dal bosco. Legno plasmato dal fiume e assemblato da Iwasaki. Opere e video

Lo scultore giapponese raccoglie lacerti di legno resi lisci dalle acque, recandosi nella zone del suo Paese in cui si abbattono con regolarità fortunali e tifoni - I pezzi più antichi si presentano straordinariamente lisci - Accumula le varie parti levigate e si attiene a ciò che i pezzi e le forme gli suggeriscono di fare - Un tempo usava bulloni per unire le varie parti - Oggi solo chiodi di legno, come nell'antichità

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“Leonardo non dipinse la battaglia d’Anghiari”. Perchè? Ricerche convergono sulla tesi De Toni-Manescalchi

Le indagini sono raccolte nel volume, fresco di stampa, intitolato "La Sala Grande di Palazzo Vecchio e la Battaglia di Anghiari di Leonardo da Vinci. Dalla configurazione architettonica all'apparato decorativo", pubblicato dalla casa editrice fiorentina Olschki nella collana 'Biblioteca Leonardiana. Studi e Documenti', a cura di Roberta Barsanti, Gianluca Belli, Emanuela Ferretti e Cecilia Frosinini. Ma anni fa, due studiosi di vaglia - De Toni e Manescalchi - erano già giunti a questa conclusione, spiegando i motivi del fraintendimento sul lavoro svolto da Leonardo a Palazzo Vecchio. Per noi ricostruisce la vicenda lo stesso Roberto Manescalchi

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Il Vangelo secondo i cinesi: “Cristo era un giusto. Quindi fu lui a lapidare l’adultera”. Fusione allucinante

Questa cessione di sovranità culturale avviene attraverso il senso di colpa e si manifesta con costanti manipolazioni iconoclaste, dalla distruzione di monumenti alla copertura dei nudi classici - solo per cogliere l'evidenza superficiale di un'ondata di grande violenza - all'occupazione e alla modificazione della cultura occidentale. E presto riguarderà anche una nuova iconografia, che completerà l'operazione di conquista economica e politica

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Christo e la spia Elena. Così il regime bulgaro controllò i movimenti dell’artista negli Stati Uniti

L'attività di intelligence bulgara teneva Christo sotto controllo. Ciò emerge in questi giorni, nel corso della mostra dedicata all'artista da poco scomparso, allestita al Centro Pompidou, a Parigi, con la pubblicazione di un rapporto confidenziale riservato, inviato da una spia - il cui nome convenzionale era agente Elena - al Ministero dell'Interno di Sofia. Elena, durante un viaggio negli Stati Uniti, era uscita a cena con i coniugi Christo e altri bulgari e un gruppetto di americani e, in seguito, visitò lo studio dell'artista, facendo una dettagliata relazione della serata e delle informazioni accessorie che aveva ricavato da altre fonti.

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Così gli angeli spiccarono il volo. Quando e perché misero le ali?

Nel mondo paleocristiano erano creature simili a uomini adulti, con abiti del potere e virili barbe. Ma la necessità di individuare un sistema che raccordasse rapidamente l’umano al divino, alla fine del IV secolo fece perdere peso ai messaggeri celesti che presto sentirono crescere le ali sulle spalle a angeli

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Grafemi sulla fronte della Gioconda. L’analisi delle immagini dopo l’individuazione dei fori da spolvero

Abbiamo, a livello di Stile arte, analizzato le immagini del francese Cotte che offrono sia l'azione dello spolvero - il disegno veniva riportato su un foglio o su un cartoncino che veniva forato con un chiodo lungo le linee del disegno stesso e trasferito con la punta o con una spolverata di carboncino sull'imprimitura della tavola sottostante - che grafemi di grande interesse, che avevamo già rilevato - nella tipologia, diffusi in tutto il dipinto - con la lettura di analisi all'infrarosso, radiografie e spettografie. Lo scritto è composto sia da caratteri numerici che alfabetici.

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Per il Fai riapre il Testaccio, il monte formato da cocci d’anfora degli antichi romani. Le curiosità

La formazione del Monte Testaccio è la diretta conseguenza dell’intensa attività mercantile che si svolgeva nel quartiere; a partire dall’età augustea si cominciarono ad accumulare i frammenti ceramici (in latino testae) dei “vuoti a perdere”, ovvero delle anfore che, svuotate del loro contenuto, venivano ridotte in frantumi e smaltite in una vera e propria discarica organizzata, divenuta nel tempo questa collina artificiale fino all’attuale altezza di 45 metri. Lo spettacolo esaltante di un panorama a 360°

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Un relitto intatto di 200 anni fa scoperto da Badewanne, a 85 metri. Le belle decorazioni

"Mentre cercavamo relitti della prima guerra mondiale e della seconda guerra mondiale alla foce del Golfo di Finlandia - dicono gli esponenti del gruppo di ricerca Badewanne - ci siamo tuffati per caso e abbiamo scoperto un vecchio relitto. Dopo uno sguardo ravvicinato, sembrava essere un mercantile di tipo fluit olandese del XIX secolo. Il relitto è sorprendentemente ben conservato, a 85 metri di profondità. Una rete di profondità ha causato ha scardinato gli alberi. Oltre a questo, lo scafo è quasi intatto, mancano in parte solo tavole superiori del Galles armato". La nave fluit fu sviluppata in Olanda come un efficiente mercantile, dotato di uno scafo particolarmente capiente e panciuto.

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ll sorriso. Uno studio del Cnrs rileva la nuova arma dei volti moderni nel confronto con i ritratti antichi

In democrazia e nella vita di tutti i giorni vince chi sorride. Analizzando una collezione di ritratti inglesi del 1962 dalla National Portrait Gallery di Londra, dipinti tra il 1506 e il 2016, spiegano gli esponenti del Cerns, gli autori hanno scoperto che i segnali facciali relativi alla fiducia interpersonale sono aumentati di numero nel tempo. Sono stati anche in grado di riprodurre le loro scoperte su 4.106 ritratti della Web Gallery of Art , che copre 19 paesi dell'Europa occidentale tra il 1360 e il 1918.

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