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Scultura dell’ottocento

Dolce, sublime Amore che scegli la Fedeltà. Un cane si accuccia al tuo piede

Un fanciullo, personificazione di Amore, appare seduto su un tronco ideale mentre rivolge lo sguardo, velato di lacrime trattenute, verso la Fedeltà, rappresentata da un cane esanime posto ai suoi piedi. Un capolavoro di Pietro Freccia, scultore di grande sensibilità, morto a trentadue anni, nel 1856, a causa della caduta da un ponteggio. Il tema è sviluppato con una sensibilità estrema, volta a trasferire nello spettatore il conflitto da sentimenti eterni e trascinamenti inconsapevoli disposti da Eros stesso [caption id="attachment_12503" align="aligncenter" width="1213"]P.FRECCIA, Amore e Fedeltà, 1840, marmo, Firenze, Galleria di arte moderna di Palazzo Pitti P.FRECCIA, Amore e Fedeltà, 1840, marmo, Firenze, Galleria di arte moderna di Palazzo Pitti[/caption]

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Per chi fu costruita la Tomba del cane e cosa contiene? Il mistero svelato del monumento di Brescia

Il progetto porta la firma prestigiosa di Rodolfo Vantini (1792-1856) e l'opera bresciana fu terminata dall’allievo Giuseppe Cassa. L’architetto aveva disegnato un monumento sepolcrale di chiare forme neogotiche, ispirandosi alle trecentesche Arche Scaligere veronesi, nel quale confluivano, oltre a scelte ancora neoclassiche, anche le forme e il fascino dell’architettura egizia e l’inedito utilizzo della ghisa per le cuspidi delle guglie

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La bellezza che vince il tempo: Maria Fjodorova e Thorvaldsen

Una donna, bellissima, la cui immagine è stata fermata nel tempo dallo scalpello immortale di Bertel Thorvaldsen: il suo nome è Maria Fjodorova Barjatinskaja nata von Keller. Nell’estate del 1818 il diplomatico russo, principe Ivan Ivanovic Barjatinskaja, si trovava a Roma con la moglie Maria, dagli alteri e distaccati tratti prussiani, e fu, in quell’occasione, che commissionò allo scultore danese il ritratto a figura intera della consorte. L’opera, secondo quanto riportato nel contratto del 4 agosto, avrebbe dovuto essere consegnata tre anni dopo, con il pagamento della somma di tremila scudi. Thorvaldsen avviò immediatamente la modellazione del busto e del bozzetto per far seguire, in autunno, la realizzazione dell’opera in altezza naturale. Nel 1819 la sua bottega iniziò la traduzione della statua in marmo, ma per motivi a noi sconosciuti non venne mai ritirata.

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Giovanni Battista Lombardi – Dolce, piccola Teresa morta a dieci anni, lieve come una campanula

L’artista, per rendere più sincera la composizione ed aggiungere maggiore verità, sceglie di scolpire fiori comuni, sicuramente presenti nei prati di Villa Barboglio, ed immagina che la bimba si sia intrecciata la coroncina sul capo con le campanule della comunissima ipomea rex, nota con il nome di idola, fiore che cresce spontaneamente nei campi ed ha una vita brevissima: sboccia e sfiorisce nello stesso giorno, così come, simbolicamente, la piccola Teresa.

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La venditrice di noccioline che volle una splendida scultura funebre

Caterina riuscì a far avverare questo suo desiderio prima ancora di morire. Commissionò ella stessa a Lorenzo Orengo l’opera e ne seguì personalmente le fasi di realizzazione. Le leggende orali, entrate a far parte della storia collettiva, narrano che Caterina si recasse spesso a far visita al suo monumento e che ammirasse la grande cura e maestria con cui era stata scolpita in ogni singolo dettaglio. >La venditrice ambulante entrò cosi nel Pantheon di nobili e borghesi

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Cosa vuol dire Liberty italiano

Abbattere le frontiere tra arti nobili e arti minori e, quindi, la consapevolezza da parte degli artisti che fare un vaso richiede lo stesso impegno che dipingere un quadro, e che entrambi sono oggetti d’arte. E, soprattutto, c’è la consapevolezza del mondo moderno che avanza con le sue strutture e, quindi, con il sistema industriale, e il “dovere” che questi artisti sentono di capire come inserirsi nel sistema, progettando oggetti destinati ad essere prodotti industrialmente e ad avere un’enorme diffusione

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Quando le statue di Rodin iniziano a danzare con coreografie di Smuin

Lo splendido blocco marmoreo mise in luce tutta la potenza e l'amore dello scultore nei confronti del corpo femminile. L'artista, infatti, avrebbe raffigurato se stesso in un incontenibile abbraccio al corpo nudo della modella, nel corso del quale fu trascinato, nell'incanto della bellezza della giovane donna, a baciarla tra il seno e il ventre,in una sorta di omaggio liturgico alla grandiosità dell'eterno femminino.

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Cincinnato Baruzzi – La statua di Maria Taglioni, fata-ballerina che portò tutù e scarpette nella danza ottocentesca

Maria Taglioni è sicuramente la danzatrice più celebre del XIX secolo e l’inventrice, assieme al suo coreografo, il padre Filippo, del balletto classico nella forma che oggi conosciamo. Per la prima volta con lei apparvero sulle scene i tutù e i piedi delle ballerine scivolarono nelle scarpette di raso legate alla caviglia dai nastri.E fu oggetto dell'attenzione ammirata degli artisti plastici

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Il principe Troubetzkoy: vita, sculture e quotazioni gratis

Le sue creazioni ritraggono il mondo dell’alta società e dell’intellighenzia internazionale, indimenticabili sono gli splendidi busti dedicati al conterraneo Lev Tolstoj, a Gabriele D’Annunzio, ad Arturo Toscanini, a Enrico Caruso, a George Bernad Show così come sono entrate a far parte dell’immaginario collettive le figure di ballerine, di fanciulle, di bambini. Senza trascurare, naturalmente il suo grande apporto nel monumentalismo di carattere pubblico

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La Fanciulla con le tortore, scultura dell’anima che si placa

Luigi Pampaloni (1791-1847) realizza la sua prima versione intorno al 1833. Così si esprime Pagni ad alcuni anni di distanza: “(…) Ed ecco uscire dalle sue mani, emblema dell’innocenza, una soave fanciullina, che toltasi il nido d’una tortorella sotto il braccio sinistro, con inconsapevole crudeltà, ritiene imprigionata nella destra mano quella meschina che vorrebbe tornare al suo materno ufficio: lavoro forse il più degno tra i molti di tal genere che furono da lui fatti. Il Granduca la volle per regalarla al Principe di Metternich, ma l’autore la rinnovò più e più volte per altri personaggi stranieri e italiani, che s’invaghirono di possedere sì cara fanciullina"

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