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Stile Arte

Tirelli, fisica e mistica

La geometria non come fine ma come mezzo che consente di capire il significato poetico della forma
e ciò che essa nasconde. “Mi sento l’ago della bilancia - dice l’artista - che ha su un piatto Giorgio de Chirico e sull’altro Malevich”

Biondani, le ali sul cappotto

Lo scultore si confronta con la realtà quotidiana ricavando da una materia consunta dalla routine un senso più alto che si colloca al di là dell’abitudine di vedere senza osservare. Uomini e oggetti apparentemente senza storia divengono nuovi eroi e titani che sbrecciano la lastra della banalità

Raul il gatto

Gabriel è un artista globale, un ricercatore di immagini che traggono spunto dal degrado delle periferie delle metropoli del mondo. La grazia del suo lavoro prende origine, come per miracolo, da tale magma incandescente, di cui egli è diventato un moderno poeta

L’apparente contrasto della materia

La creazione di questo mese - ragout di polpa di rane e coda di gamberi in salsa di crostacei al vino rosso - gioca sul contrasto della materia.
Da una parte, l’algida, assoluta levigatezza degli involucri - autentiche sculture, nel perfetto equilibrio volumetrico e formale - e la placida immobilità della salsa, sorta di occhio del ciclone, di quieto sole addormentato tra le concavità di un candido cielo personale; dall’altra, il sussultante palesarsi del contenuto, il lieto affastellamento di tocchetti deliziosi.

La mia Itaca

Allegra Betti van der Noot viaggia e poi dipinge il suo peregrinare tra volti, luoghi, memorie e miti. Racconta di donne-isole e isole che sembran donne. E sogna come Ulisse la terra agognata dell’approdo definitivo

Uno studio Usa: i rituali dell’arte somigliano a quelli madre-bebè

Ellen Dissanayake, ricercatrice indipendente Usa, ha presentato all’Università del Michigan uno studio. La Dissanayake ritiene al contrario l’arte una capacità innata, da sempre presente nell’uomo, ed ereditaria proprio perchè talmente ricca da non poter rientrare tra le facoltà accessorie o formatesi posteriormente. Utile per socializzare, è un invito alla partecipazione, non è limitata all’ambito individualistico, è in grado di assolvere ad una funzione paragonabile, sempre secondo la teoria della studiosa, solo a quella svolta dalla religione.

Renoir l’italiano

Nell’autunno del 1881, Pierre-Auguste è in crisi. La scelta impressionista gli va stretta, ormai. Decide così di mettersi in viaggio per il Belpaese. S’innamora della grande tradizione veneziana, degli affreschi di Pompei. Il genio di Raffaello lo manda in estasi. Al ritorno, la sua pittura non sarà più la stessa