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Il quarto Bacio di Hayez rimbalza a 1 milione e 865 dollari. Quasi raddoppio

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Particolare de Il Bacio, versione 1867. Nel riquadro l'opera intera, che sarà venduta in aprile da Christie's a New York

Particolare de Il Bacio, versione 1867. Nel riquadro l’opera intera, venduta il 25 aprile 2015 da Christie’s a New York


Il bacio di Francesco Hayez (1791-1882), nella versione del 1867, è stato battuto a New York lunedì 25 aprile 2016 da Christie. La stima è compresa tra i 700 mila dollari e il milione di dollari, equivalente a una cifra compresa tra i 620mila e gli 880mila euro. Il risultato è invece stato superiore. Il quadro è stato venduto per 1 milione e 865mila dollari. La tela (118.4 x 88.6 cm) dipinta a olio, fu venduta dal pittore a Parigi. La firma è nel verso dell’opera, cioè nella parte posteriore. Fu una vendita estera e, da allora, il quadro non ha mai avuto acquirenti o passaggi di proprietà italiani. E’ per questo che può essere venduta a New York. Se fosse invece appartenuta a un collezionista italiano ciò non sarebbe potuto accadere al di là dei confini nazionali. Il dipinto, presentato all’Esposizione Universale di Parigi venne acquisito dal granduca Vladimir di Russia, pass quindi a Elena di Russia, poi alla figlia e ai discenti della famiglia imperiale. Da allora ha sempre fatto parte di collezioni private.

Il Bacio in vendita è stato esposto recentemente a Milano, fino al 21 febbraio alle Gallerie d’Italia in piazza della Scala, accanto a due altre versioni: una realizzata nel 1859 su commissione di Alfonso Maria Visconti di Saliceto e poi donata alla Pinacoteca dell’Accademia di Brera; quella del 1861 in cui il vestito della donna non è azzurro ma bianco e quella del 1867, ora in viaggi per New York, in occasione dell’asta. Ne mancava una quarta, acquisita nel 2008 da un collezionista tedesco.

Il Bacio è una delle immagini più acutamente simboliche della pittura ottocentesca italiana, fino a rappresentare lo spirito dell’Italia stessa. Nel volgere di pochigiorni, la composizione divenne un’icona del risorgimento. La coppia che si abbraccia – e chiare risultano le allusioni a Romeo e Giulietta o a Renzo e Lucia di Manzoni il cui amore prevale contro ogni previsione – diventa il simbolo della nazione italiana, vittoriosa sulla dominazione straniera. Hayez ha realizzato quattro versioni dell’opera, mutando anche i colori degli abiti della donna, con finalità simbolico-politiche. La versione conservata dalla Pinacoteca di Brera fu mostrata all’Esposizione dell’Accademia di Brera nel settembre 1859, al culmine del Risorgimento, tre mesi dopo l’arrivo in città di Vittorio Emanuele II (il futuro re d’Italia unita) e Napoleone III, che, alla fine di giugno, avevano sconfitto l’esercito austriaco a San Martino e a Solferino.  Il dipinto coinvolse emotivamente il pubblico, sull’onda di quel trionfo politico e militare che aveva avviato il processo dell’Unità d’Italia. Sotto il profilo iconografico esso evoca la partenza del volontario alla guerra – e sembra riecheggiare le strofe cantata:”addio, mia bella addio che l’armata se ne va” -, l’amore per la donna e la Patria, che tendono a coincidere, fino a trasformare la figura femminile stessa nell’Italia. E’ un bacio passionale, ma furtivo, reciprocamente rubato nell’androne scuro di un palazzo, come se fosse un’infrazione alle regole di una famiglia perbene e dell’Austria. La versione con abito bianco- venduta all’asta nel 2008 da Sotheby’s  – venne realizzata ed esposta nel 1861, anno dell’Unità d’Italia. Hayez, appunto, sostituisce il vestito blu dell’immagine Brera – un’omaggio alla Francia alleata – con uno bianco, in modo che i vestiti  della coppia abbracciata formino il tricolore italiano. Hayez ha chiaramente considerato Il Bacio uno delle sue opere maggiori. Ci sono quattro versioni documentate: il quadro di Brera; il presente lavoro; una versione più piccola in una collezione privata a Torino, che è stata donata dal pittore alla famiglia di Carolina Zucchi, sua modella e amante; e una quarta versione di misura 117 da 80 cm, che mostra la ragazza con un abito blu, mentre un drappo bianco è sui gradini, ai piedi della coppia, dipinto che fu venduto da Sotheby di New York il 7 Maggio 1998.

FRANCESCO HAYEZ, Il bacio, 1861, olio su tela, 125x94,5 cm.,  firmato Fran Hayez Veneziano / FECE 1861 d 'anni 70 in basso a sinistra, collezione privata.

FRANCESCO HAYEZ, Il bacio, 1861, olio su tela, 125×94,5 cm, firmato Fran Hayez Veneziano / FECE 1861 d ‘anni 70 in basso a sinistra, collezione privata.

Il Bacio del 1861, quello contrassegnato dall’abito bianco, che vediamo qui sopra, appartenne alla famiglia Mylius. Enrico Mylius, banchiere, si era trasferito da Francoforte a Milano nel 1792. Divenne uno dei più importanti mecenati delle arti e della letteratura. L’uomo d’affari aveva sostenuto scultori come Pompeo Marchesi e Bertel Thorvaldsen. Aveva istituito, a proprie spese,  un premio per la pittura alla Reale Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, e, per tutta la vita fu un sostenitore di Francesco Hayez. Il suo discendente, Federico Mylius, che secondo gli inventari di Hayez aveva commissionato il dipinto, condivideva la passione di Enrico per l’opera di Hayez. L’opera restò nelle collezioni di famiglia, fino al 1973, quando fu venduta.Il dipinto venne proposto all’asta dal secondo proprietario, il 12 novembre 2008, con una stima compresa tra 400mila e 600mila sterline inglesi,  fu aggiudicato a 780.450 sterline – un milione e 34mila euro, al cambio 2015 –  a un collezionista tedesco


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