Tag Archivi: arte i vizi delle donne

Il gioiello-scimmia in Rubens avvertiva, con lo specchio, rischi della vanità nelle bambine

la scimmia che è raffigurata sulla manica della nobile bambina, ritratta nel 1601 circa da Rubens, simboleggia prosperità e protezione dalle malattie, come il corallo – rappresentato anche nel Ritratto di Giovanni de’ Medici, dipinto da Bronzino nel 1549 -, rimedio contro malocchio e infermità, proprio grazie ai rametti appuntiti che avevano la capacità di deviare l’influsso malefico [caption id="attachment_27740" align="aligncenter" width="684"]P.P.RUBENS, Ritratto di Eleonora Gonzaga all'età di tre anni (part.), 1601 ca., olio su tela, cm. 76 × 49,5, Vienna, Kunsthistorisches Museum P.P.RUBENS, Ritratto di Eleonora Gonzaga all'età di tre anni, 1601 ca., olio su tela, cm. 76 × 49,5, Vienna, Kunsthistorisches Museum. Nel cerchio, il gioiello portafortuna che allude, al tempo stesso, alla vanità femminile. La scimmia, infatti si specchia[/caption]

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I vizi capitali della coppia. I quattro dipinti di Bellini sul mobile nuziale. Malinconia, vanità, rabbia

I nodi simbolici delle opere di Giambellino realizzate per il restelo matrimoniale dell’allievo Vincenzo Catena. Nel mobiletto “da bagno” gli avvertimenti giornalieri all’uomo e alla donna sugli infortuni della virtù e un monito sull’inevitabile concatenazione dei peccati capitali

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Le tavole di Deveria: quando le donne sono silenziose ascoltano il diavoletto della Lussuria

Achille Deveria, al quale sono attribuite queste incisioni, era amico di Hugo nonché di tutti i poeti, gli scrittori e i pittori che lavoravano sull'oscurità, il sentimento, la naziona, il medioevo. E partecipò pertanto, attivamente alla nascita del Romanticismo fcrancese restano divertente. Deveria era nato a Parigi il 6 febbraio 1800, figlio di un ufficiale di Marina, e sarebbe morto il 23 dicembre 1857, dopo aver svolto un ruolo culturale di rilievo. Da ragazzo aveva iniziato l'attività artistica, prendendo lezioni di pittura da Anne-Louis Girodet-Trioson, poi da Louis Lafitte. Nel 1822, immediatamente dopo l'esordio al Salon, lui e suo fratello Eugène avevano deciso di organizzare un corso di disegno, che sarebbe stato molto rinomato a Parigi.

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