Tag Archivi: Chi ha utilizzato il vetro nell’arte

Aldilà e al di là, le inquietanti presenze dietro un vetro o una tenda di pizzo. Video

Loredana Nemes vive a Berlino dal 2001 quando ha iniziato il suo lavoro fotografico. La serie "Beyond" parla di un incontro senza uscita. Viviamo tutti vicino a persone con le quali difficilmente comunichiamo. Ogni giorno attraversiamo luoghi che rimangono alieni e misteriosi. Per alcuni di noi, quelli potrebbero essere caffè turchi o arabi nei quartieri berlinesi di Kreuzberg, Neukölln e Wedding. Solo gli uomini entrano, bevono tè, guardano il calcio, conversano. Si siedono dietro i vetri smerigliati dei loro caffè maschili e lo sono inaccessibile, quasi invisibile, per le persone (letteralmente) che passano al di fuori. Cosa succede lì dentro? Cosa c'è da scoprire?

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Attraverso lo specchio, nell’arte contemporanea. Il piatto-analisi di Gualtiero Marchesi

Gli specchi di Baj. “Certamente” scriveva nel lontano 1960 il poeta e critico d’arte francese André Pieyre de Mandiargues “si sarebbe già dovuto pensare a meglio utilizzare lo specchio tra gli innumerevoli materiali impiegati nell’arte moderna, tanto più che gli antichi specchi di Venezia avevano già mostrato, dietro le loro figurine incise, profondità pallide e insondabili. Spettava quindi a un italiano di constatarne e utilizzarne la scoperta.

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Glasstress. L’algido calore del vetro

Evento collaterale alla Biennale di Venezia, giunto alla terza edizione, coinvolge 65 artisti di fama internazionale provenienti da tutto il mondo e affascina il pubblico con straordinarie opere in vetro. Le opere saranno esposte - fino al 24 novembre - in tre sedi: Palazzo Cavalli–Franchetti, l'Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti e la Fermata Accademia

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Come si realizza il mosaico secondo la tecnica antica. L’analisi, il video

Tutto inizia dalla ricerca del disegno, dalla sua stesura su un foglio. E' quello che, nell'ambito dell'affresco viene definito cartone. Il disegno viene poi trasferito dal cartone alla preparazione di grassello di calce, che è molto lento nell'asciugatura e che può essere lavorato anche per alcuni mesi. I mosaicisti prendono poi tessere di pietra o di vetro - prodotte a Venezia - le sistemano o le spezzano con un martello per ottenere l'ingrombro voluto

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