Tag Archivi: donne artiste

Le donne futuriste. Tutte le artiste super-girl che spaccarono il mondo. La luce e l’elica. Le opere

Ogni capitolo del percorso, che procede per macro-temi – il corpo e la danza, il volo e la velocità, il paesaggio e l’astrazione, le forme e le parole – documenta una vena particolare delle artiste futuriste, dedite ora alle arti applicate, al tessuto, ora all’uso del metallo e, in generale, a una sperimentazione polimaterica e multidisciplinare nel campo delle arti figurative, ma anche letterarie e coreutiche

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Per essere libera prese i voti da suora. Così Lucrina Fetti poté dipingere con il fratello. Le opere

Giustina Fetti, rinunciò, come quando s'entrava in Ordini e congregazioni, al proprio nome per assumerne uno nuovo, legato a una particolare devozione personale o a cristiani esemplari. Il nome nuovo, giunse il giorno in cui si fece suora, nel 1614, nel convento francescano di Santa Orsola di Mantova. Trascorse l'infanzia a Roma, come il celeberrimo fratello Domenico Fetti e da lui apprese l'arte della pittura, attività che prosegui anche indossando il sacro abito poichè, in quel periodo, in seguito alla Controriforma, molte scene evangeliche o bibliche andavano dipinte non più con concessioni alla fantasia o alla consuetudine, ma nel serrato confronto con la verità del dettato del libro sacro. Lucrina pertanto. mentre il fratello, a Mantova, diveniva un ottimo pittore amatissimo dei Gonzaga, proseguiva l'attività della famiglia, pur in convento a fetti 2

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Prima e dopo. Vestita e nuda, forbici e fili. Taglio. Per ritrovare la sorella morta. Hilla Kurki. Il video

Racconta: "Esistono solo due tipi di storie: dalla vita alla morte e dalla morte al mondo dei vivi. Dopo che mia sorella è morta, ho sentito di essere intrappolata in un limbo, nell'aldilà, che apparteneva a qualcun altro. Non l'ho solo persa, mi sono persa. La serie Of Loss and Lightness narra una storia di navigazione attraverso il dolore. Usando il mio corpo e gli abiti della mia defunta sorella, esamino la relazione tra ricordi e materiali. Gli oggetti possono contenere emozioni? E si può accedere a queste emozioni racchiuse intervenendo sulla loro materialità?"

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Il filo e la corda nell’arte contemporanea. Le opere di Yolanda Carbajales Ferreiro

Yolanda Carbajales Ferreiro (Caracaa, 1968), laurea in Belle Arti a Salamanca nel 1991, è un'artista venezuelana che è passata da una figurazione tradizionale - di matrice collocata tra realismo e surrealismo poetico - a un'indagine condotta sulle forze espressive prodotte da fili e corde. Disegni, dipinti, ready made riproducono e colgono le torsioni della filatura. E' da notare che, spesso, corde e filo sono utilizzati come mezzi espressivi dell'arte femminile, come ciò che unisce e separa, che cuce e che strappa. Ha realizzato numerose mostre personali e collettive in Spagna e in altri paesi, tra cui Portogallo, Inghilterra, Svezia, Francia e Italia

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