Tag Archivi: paul gauguin

Anteprima | Da Van Gogh a Picasso. La mostra a ottobre a Milano

A Palazzo Reale dal 17 ottobre 2019 al 9 febbraio 2020, la mostra che vi presentiamo in anteprima presenta circa cinquanta capolavori dei grandi maestri impressionisti, post-impressionisti e delle avanguardie dei primi del Novecento, tra cui Paul Cézanne, Edgar Degas, Paul Gauguin, Édouard Manet, Claude Monet, Pierre-Auguste Renoir, Vincent van Gogh e un nucleo importante di opere di Pablo Picasso.

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Paul Gauguin: come dipingeva, lo stile, le tecniche e perché lasciò l’Impressionismo e l’Europa

La perdita del senso religioso della vita, il dominio della scienza e della tecnica avevano creato un senso di profonda inquietudine in una piccola parte della società francese. L’uomo era davvero un meccanismo biologicamente perfetto destinato al nulla? L’istante, come momento irripetibile, da vivere fino in fondo - che risultava centrale, peraltro, nella poetica impressionista - aveva definitivamente cancellato il concetto di eternità? L’umanità doveva affrontare un vuoto senza ideali?

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Gauguin e la neve. L’abbandono dell’impressionismo, la scelta simbolista

Paul Gauguin dimostra la svolta che egli compie rispetto ai propri precedenti impressionisti. Le linee di chiusura, simili a quelle del disegno aumentano; quanto un'idea, in questo caso, fiabesca o favolosa. E' l'aura immateriale che l'artista cerca nel soggetto, evitando di dipingere da vero, ma realizzando le proprie opere in studio, senza l'ossessione dell'esattezza fotografica

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Gauguin, le donne, le ragazzine polinesiane. Eros in pittura e prima biografia sentimentale del pittore

Gauguin fu un pittore di una grandezza incommensurabile. Pari a quella del suo amico Van Gogh. Ma la sua pessima reputazione in campo sessuale limitarono- e limitano, ancora oggi, un simpatia diffusa, che attornia, normalmente il mito. Anche New York, nel 2017, ha meditato con una mostra, a Chicago, attorno al genio francese, sul quale pesa il peccato di accanimento sessuale, di infedeltà e di pedofilia, per le unioni con le ragazzine della Polinesia. Fatti gravi, questi ultimi, che richiedono non attenuanti, ma storicizzazioni. Comunque sia la vita erotica del pittore ha inciso pesantemente sul gradimento da parte del grande pubblico

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Gauguin, la sua stanza nell’osteria della spiaggia di Le Pouldu. Soggiornò qui per un anno. E la decorò. Video

Paul Gauguin ha trascorso più di un anno a Pouldu nella casa di Marie Henry, La Buvette de la Plage, poi ricostruita. Con il termine buvette, in francese, si intende qualcosa di vicino al nostro vecchio concetto di osteria, dove si beveva, all'occorrenza si mangiava e, in alcuni casi, offriva anche - come una locanda - stanze per dormire. Paul Sérusier, Charles Filiger e Jacob Mayer di Hann si trasferirono qui durante l'inverno del 1889 e decorarono le pareti, le porte, le finestre e i soffitti della sala da pranzo. In precedenza il gruppo soggiornava a Pont-Aven ma poichè quella località iniziava ad essere oggetto di un turismo crescente, i pittori si trasferirono in un luogo più tranquillo. Le Pouldu è una località balneare della costa sud-occidentale del Finistère, nel nord-ovest della Bretagna (Francia nord-occidentale), situata lungo l'estuario sull'Oceano Atlantico del fiume Laïta. Dal punto di vista amministrativo, si tratta di una frazione del comune di Clohars-Carnoët

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Pont-Aven, la Bretagna mitica per Gauguin. Com’è oggi, com’era. Cosa vi dipinse e perchè. Il video

Nel luglio del 1886, alla ricerca di un luogo privo degli effetti contaminanti del progresso, Gauguin raggiunge Pont-Aven, un piccolo e suggestivo borgo di 1500 abitanti nel nord della Francia. Pont-Aven - che oggi conta circa 3mila residenti - si trova dipartimento del Finistère nella regione della Bretagna. Dopo il 1870 il villaggio era divenuto punto di riferimento di numerosi artisti, specialmente statunitensi, attirati dalle favorevoli condizioni di vita della zona: ottimi paesaggi, mari, fiumi e colline, una popolazione accogliente e legata all'antico, una cucina ottima, prezzi modestissimi. Il luogo ideale in cui dipingere, tranquilli, incontrando colleghi, la sera. Era il paese dei pittori

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Splendide e primitive. Così Gauguin realizzava le sue ceramiche. Video tutorial

Violento nella modellazione, innovativo, rapido, sommario, incisivo. La personalità di Gauguin si trasduce in modo intenso sia negli oggetti che egli intagliò - produsse e decorò anche zoccoli - che nelle ceramiche. Dai soggetti aggraziati del primo periodo di Pont Aven (tra i quali uno splendido vaso porta giardiniera con soggetti bretoni, esposto all'Art Institute Chicago, fino al 10 settembre 2017 nell'ambito della mostra Gauguin. Artist as Alchemist) ad opere di sommaria ed espressionista manipolazione, finalizzata a cogliere l'anima primitiva delle creazione. L'istituto di Chicago ha anche realizzato alcuni laboratori per sperimentare le tecniche di lavorazione della ceramica da parte del grande pittore, che vedremo nel primo filmato. Nel secondo breve video potremo ammirare alcune ceramiche del maestro, presentate in mostra

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Sai quanto vale una coppia di zoccoli scolpita da Gauguin?

Lasciata la Francia urbana, dalla quale era stato tremendamente annoiato, Paul Gauguin, spirito ribelle alla ricerca di una nuova via coniugasse il rinnovamento dell'esistenza con quello della pittura, approdò a Pont Aven un meraviglioso villaggio a Nord ovest della Francia, in Bretagna. Per gli artisti e per la pubblicistica dell'epoca, Pont Aven era dotato di uno stato di grazia, quasi unico. Era rimasto incontaminato dagli elementi negativi della civiltà, ma era un luogo gentile, popolato da persone spiritualmente intense, semplici ma non volgari. Le donne vestivano ancora con i variopinti della tradizione e un sentire religioso profondo, una spiritualità legata alla natura dominava il paesaggio antropologico

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