Tag Archivi: Rapporti orali nell’arte

Hokusai, il sogno erotico della moglie del marinaio (1820). Il dialogo proibito. Eccolo

Una giovane donna, avvenente. Un polpo gigantesco che la avvinghia con i tentaoli e che, con la bocca, le succhia avidamente il pube, mentre si guarda attorno con occhi assatanati. Un polipo più piccolo, all'altezza della bocca della giovane signora, la bacia ardentemente. E' un menage a trois, quello descritto dal grande pittore giapponese in questo Shunga intitolato Sogno della moglie del marinaio e dipinto su una tavoletta nel 1820. Attorno alle figure, come in un fumetto, corrono i dialoghi.

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O Cielo, mio marito! Quando lui sorprende lei con un altro. A partire dal Tintoretto

La registrazione dell'attimo gravemente sfortunato, ma eccitante per i voyeurs, non certo per chi calca una scena così scomoda e orribile, fu codificato dalla pittura antica con la vicenda sfortunata di Marte, Venere e Vulcano. Una storia di tutti i tempi. Vulcano è vecchio, ma ricchissimo, perchè sta tutto il giorno in officina - nel suo antro - a produrre strumenti di metallo. La mogliettina, giovanissima e attraente - come può essere Venere, appunto - vive nell'agio e si annoia un po', ma soprattutto è attratta dalla giovinezza vigorosa di Marte, dio della Guerra che non lesina sforzi negli agoni amorosi

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Almery Lobel-Riche: l’eros dolcissimo, travolgente e sublime che non ha tempo (1930)

Tra classicismo manierista - derivato da Giulio Romano e Raimondi -. la leziosità rocaille del Settecento francese e il bagno torrido neo-romantico di Zichy, il francese Almery Lobel-Riche offre splendide tavole disegnative, realizzate attorno agli anni Trenta, tutte rivolte a un realismo descrittivo, dolce e trascinante ad un tempo. Quale messaggio traspare da questi raffinatissimi, seppur spericolati, disegni?

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Quei quadri pornografici. Ecco le posizioni preferite a Pompei

Se nella Villa dei Misteri la sessualità finalizzata al matrimonio era una citazione rituale, nel lupanare di Pompei i dipinti parietali si configurano come una sorta di enciclopedia delle posture amorose. Certo non è possibile pensare a immagini raffinate come a quelle del Kamasutra, che dischiude anche le più poetiche – e improbabili – danze d’amore

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Thomas Rowlandson – Sesso gioioso e comico tra Settecento e Ottocento

Gli abiti, le sottane alzate, i cappelli o le acconciature, non dimostrano soltanto la rapinosità del raptus erotico, la sua impertinente apparizione in contesti che gli non gli appartengono normalmente; ma intende sottolineare che tutti cadono nel peccato; e con grande gioia; cameriere, contesse, principesse, frati, timide ragazzine; tutti travolti dall'istinto, sempre all'improvviso, che porta alla consumazione di un piacere imprevisto, poichè l'eros ha la parvenza di essere sempre, in Rowlandosn, qualcosa di clandestino, furtivo, imprevedibile, fuori dalle corrette convenzioni sociali

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Così Alfred de Musset (1833) raccontò le sue notti travolgenti con George Sand e un’educanda

La parte autobiografia è intensa e circostanziata. al punto che Gamiani, o due notti di eccessi (Gamiani, ou deux nuits d'excès), un breve romanzo erotico che fu pubblicato nel 1833 in forma anonima, è, dalla sua uscita, attribuito a Alfred de Musset. Grandissimo fu il successo dell'opera. All'inizio perchè i personaggi - quello femminile era la celeberrima George Sand, intellettuale ed eroina lesbica, in quegli anni compagna dello scrittore - erano ben riconoscibili, dalle persone del milieau che frequentavano. Successivamente per la carica erotica del lavoro, che lo rese, accanto alle illustrazioni molto intense, realizzate, nel tempo, da un buon numero di ottimi artisti, un autentico best-steller

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Utamaro – Il pittore che spiava le cortigiane. Le ardite posizioni dei giapponesi

Il più grande artista giapponese dopo Hokusai raccontò per immagini la vita delle “case verdi”, il quartiere delle prostitute della Tokyo del primo ’800. Un resoconto nato dalla diretta esperienza del suo autore. Le “sorelle minori” entravano nelle Case verdi come apprendiste a dodici-tredici anni, e vi rimanevano sotto la guida di una “sorella maggiore” fino ai diciassette-diciotto, quando diventavano cortigiane a tutti gli effetti

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Il sesso orale nel Quattrocento. Le performance di streghe e diavoli nelle stampe

I peccati commessi al cosiddetto sabba erano soprattutto di natura sessuale. Dopo la consumazione di "boni rosti", le diverse coppie, che si univano al momento, si appartavano per incontri sessuali prolungati. Le feste potevano costituire residui di consuetudini sfrenate che furono osservate dai persecutori come ossessioni demoniache

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